giovedì 26 marzo 2009

solo un ricordo su qualcosa che tanto bene non riesco a tratteggiare




E mentre i miei collaboratori ronfano (esponenti della classe operaia che a quest'ora rientrano dalla fabbrica...), io parlo di musica... e di mia nonna (prego annettere link a mia nonna, perché io non lo trovo). era il 1999. avevo 14 anni. l'infanzia ormai un lieve ricordo, l'adolescenza già uno stato mentale, adoravo quei giorni in cui, uscendo dal liceo, andavo a pranzo da lei. il piatto prescelto era sempre lo stesso: crocchette di riso, cibo che da un paio d'anni è divenuto il simbolo di ferragosto e pasquetta con/tra i miei amici. io per andare da nonna facevo sempre tardi, sapendo che lei non era indaffarata, non doveva correre da nessuna parte, ed anche un'ora che sarebbe risultata assurda ai miei per lei non risultava essere alcun problema. erano tempi in cui stare fuori di casa un minuto di più era quasi un obbligo morale, per noi giovincelli puberali. un mio amico mi aveva prestato il primo disco dei Cure, una band che ora non mi sognerei mai di riascoltare (con un certo tipo di musica depressa preferisco venire a patti, e accanto ci metto sempre un pò di roba allegra, altrimenti il suicidio mi sembra un'opzione neanche troppo remota e da scartare a priori), e quel disco lo amai. fu un periodo in cui lo ascoltai settanta volte al giorno, perché era effettivamente un bel disco - Three Imaginary Boys - e la cosa bella era andare dopopranzo a stendermi sul letto matrimoniale che mia nonna non usava più e lasciarsi abbandonare a quelle note secche, prive di fronzoli, dritte al punto. immaginavo mio nonno che andava - lui che in guerra aveva conosciuto la prigionia - ad un concerto dei Cure e diceva al cantante che era ormai troppo grasso, e che sarebbe stato più dignitoso ritirarsi, vista la pappagorgia e il colesterolo in eccesso. e ricordo che il disco veniva aperto e chiuso, nella registrazione in cassetta messa a punto dal mio amico, con due spezzoni di colonna sonora di film western. erano due spezzoni che ho adorato, e che adoro tutt'ora (che strano, non ascolto più i Cure ma mi piacciono due cose marginali di quella cassetta). ed è stata una cosa bellissima, quando quest'estate raitre ha riproposto i film di Sergio Leone tutti i sabato, scoprire che quella coloonna sonora era di C'era una volta il west, un film bellissimo. quello stesso sabato, uscendo in paese, vidi lo stesso mio amico che mi aveva prestato la cassetta, e che mi disse: "Ma dove sei stato?è sabato, è mezzanotte e mezza, e tu te ne stavi a casa a vedere i film di Leone!!!". certa gente non se ne rende conto di quanto è importante nelle nostre biografie interne...

P.s. : ecco i due spezzoni uniti in uno solo (che poi è l'originale...):



L'autore è Ennio Morricone.

Andrea Macrì


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