venerdì 27 marzo 2009

quelle dita come ragni



-... insomma, com'è cominciato?
- guarda, alcuni pensano sia stato negli anni '50, tipo l'esibizione di Elvis all'Ed Sullivan Show (oppure Hound Dog). roba legata a Gioventù bruciata, James Dean, Marlon Brando, il dopoguerra e la ripresa economica.
- cazzo c'entra il dopoguerra col rock?
- nel dopoguerra l'economia americana sta alla grande, dunque i genitori hanno più soldi, dunque i giovani possono avere un'auto, e nelle auto ci sono sia radio che sedili posteriori per fare un pò di ginnastica. capito?
- ah-ah. in pratica hanno i soldi per divertirsi.
- eh. ma non vogliono più divertirsi con la roba di mamma e papà, Sinatra e That's amore. Vogliono cambiare. ed Elvis qui ci casca proprio a fagiolo...
- capito.
-... e vederlo cantare, ma soprattutto ballare, come uno di colore, sembrò essere una mano che bussava nelle loro teste e diceva "potete farlo anche voi".
- come uno di colore? e che c'entra?
- devi capire che allora esisteva una divisione razziale anche nelle classifiche. c'era quella R'n'B se eri di colore e Country se eri bianco.
- ma và...
- eh già...
- e quindi? che dicevi?
- ah sì. insomma, il rock nasce a metà del '900, ma la sua forma era già bella e pronta.
- il blues?
- già. quei poveri figli d'Africa che cantavano di schiavitù, che era stata abolita a parole il secolo prima, ma che era ancora bella diffusa.
- ti seguo.
- e insomma, c'erano i bluesmen, 'sti tipi incredibili che parlavano di schiavitù ma anche di amore, con una chitarra acustica e un tempo che non s'era mai sentito prima.
- insomma? arrivi al punto?
- ci arrivo. a un certo punto spunta fuori 'sto tipo, Robert Johnson si chiama, che cambia le cose, suonando con una tecnica pazzesca, e mettendo nei brani anche la paura, il mistero, il rancore verso una donna, e il suo amico diavolo.
- se cominci con le cazzate sataniste, dimmelo che scendo al bar a leggere il Messaggero.
- che cretino che sei! il diavolo perchè si dice (e tutti quelli che hanno conosciuto Johnson lo confermano) che da un giorno all'altro sto tipo passa dall'essere uno che suona la chitarra come la suoni tu..
- grazie eh.
-.. all'avere una tecnica pazzesca. diventa fonte di imitazione, capisci? e viene fuori che abbia fatto un patto col diavolo ad un incrocio, una notte. lo vedi anche in quella parte di Fratello, dove sei?.
- ho capito.
- e lui non fa nulla per smentire la leggenda, che naturalmente si autoalimenta. e diventa grossa, bella grossa. diviene un fiume. e scorre sotterranea fino ai giorni nostri, e tocca tantissimi rockettari. chi ti posso dire? ah, ecco. per Keith Richards degli Stones Robert Johnson è praticamente dio.
- ho capito.
- ho capito che hai capito.
- che simpatico
- poi, di lui esistono solo una cinquantina di registrazioni, roba degli anni trenta.
- roba da dancefloor, quindi...
- tu hai una caciotta al posto delle terminazioni nervose.
- che?
- niente.
- ma perché sto post è intitolato così?
- perché è una cosa mia. in pratica, di Johnson esistono solo due foto. e una di queste, quando l'ho vista, mi ha fatto pensare che le sue dita sembravano una tarantola, poggiata sul manico della chitarra.
- che romantico! abbiamo un poeta tra di noi.
- chiudi il becco!!!



Andrea Macrì


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