
Quest'anno Roma aderisce per la prima volta alla Notte dei Musei, iniziativa nata nel 2005 e che in questa edizione coinvolgerà circa 2000 musei europei.
Promossa dal Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Sovraintendenza ai Beni Culturali e dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con la collaborazione di Zètema Progetto Cultura, La Notte dei Musei a Roma, che si tiene oggi 16 maggio, è pensata per avvicinare un nuovo pubblico all’ambiente dei musei attraverso attività appositamente organizzate per questo evento.
I musei che aderiscono all’iniziativa, oltre ad offrire l’entrata gratuita, con l’organizzazione di spettacoli e manifestazioni, rimangono aperti fino alle 2.00 di notte (ultima entrata all’1.00).
Oltre 60 spazi espositivi della Capitale resteranno aperti gratuitamente fino a notte inoltrata offrendo una imperdibile serie di eventi artistici, mostre culturali e viste guidate
Una grande offerta culturale resa possibile anche grazie alla collaborazione con importanti istituzioni cittadine: Sapienza Università di Roma; Teatro di Roma; Accademia Nazionale di Santa Cecilia; Assessorato alle Politiche Ambientali ed Agricole del Comune di Roma; Bioparco; Casa di Dante; Académie de France à Rome – Villa Medici e Palaexpo.
Per l’occasione Confcommercio prorogherà l’orario di apertura di molte librerie ed esercizi commerciali del centro. Una dimostrazione di come un appuntamento culturale, di grande importanza per la promozione della città, possa vedere coinvolti soggetti pubblici e privati.
Tra le grandi mostre visitabili gratuitamente dalle 20.00 fino alle 2.00 :
Beato Angelico. L’alba del Rinascimento ai Musei Capitolini.
Alessandro Mendini al Museo dell’Ara Pacis.
Futurismo. Avanguardia – Avanguardie alle Scuderie del Quirinale (dalle 22.30 alle 2.00).
L’arte della pubblicità. Il manifesto italiano e le avanguardie 1920-1940 al Casino dei Principi di Villa Torlonia.
Granet. Roma e Parigi, la natura romantica a Villa Medici.
Sonia Delaunay, Carte. Dalla collezione della Fondazione Marconi all’Istituto Nazionale per la Grafica – Calcografia e Antichi Telai a Palazzo Ruspoli.
Inoltre alle 20.00 inaugurerà la mostra Mitografie al Museo Carlo Bilotti di Villa Borghese, esposizione che presenta le opere di maestri del Novecento e di artisti contemporanei che hanno interpretato con le loro opere il mito e la dimensione simbolica.
Qui il programma di tutti gli eventi di questa sera
Savino Di Luna
3C - Cinema Concerti Calcio
---------Filosofia del Blog---------
!!!!! Nuovissimo SPECIALE PRIMO MAGGIO dal titolo: Non solo Vasco. In continuo aggiornamento !!!!!
sabato 16 maggio 2009
La Notte dei Musei - Roma aderisce a una notte di cultura
venerdì 15 maggio 2009
Festival di Cannes - Presentato "Tetro", il nuovo film di Francis Ford Coppola - Ecco i primi 3 minuti.
Una lampadina accesa. Intorno, svolazza qualche farfalla notturna. Sullo sfondo, l'intenso sguardo di Vincent Gallo che fissa il lume davanti a lui. Sono i primi splendidi secondi del film Tetro il cui incipit è stato pubblicato sul web da qualche giorno. Tre minuti in tutto, in cui scorrono i titoli iniziali del film. Tre minuti che da soli bastano a capire che non servono troppi soldi per girare un bel film. Naturalmente, il fatto che sia un certo Francis Ford Coppola a gestire la regia aiuta parecchio.
I primi tre minuti di Tetro, il nuovo film di Francis Ford Coppola (scritto e diretto interamente da lui) presentato ieri a Cannes nella sezione dedicata ai film indipendenti:
Aldo Gianfrate
[ENGLISH VERSION]Cannes Festival - New F.F. Coppola's Movie: Tetro. Here the first 3 minutes!
A light on. Some night butterfly that flies around. In the background, the intense look of Vincent Gallo who's staring at the light in front of him. Those are the first, wonderful seconds of Tetro (the incipit is on the web for some days). Three only minutes. And three minutes are enough to understand a good movie does not need to much cash. Obviously, it helps the fact Francis Ford Coppola is directing it.
Click on the link to watch...
The first trhee minutes of Tetro
Aldo Gianfrate
giovedì 14 maggio 2009
La rubrica del cretino - Gun Club: "Fire of Love"

Perché limitare tale rubrica a un consiglia-film. Consiglia-dischi, anche. Chissenefrega!!!!
Predica il blues
C'è una canzone, ad un certo punto di questo disco, in cui il cantante dei Gun Club, Jeffrey Lee Pierce, durante un ritornello emette prima un suono simile ad un ululato, e poi dei gorgheggi a mo' di richiamo di guerra degli indiani. Prima e dopo, ci infila due volte la frase "Preach the blues". Come a dire "predica il blues", che a sua volta è come dire "rimani triste, ragazzo!". Un contrasto fantastico. L'animalesco, il ribelle e il triste, voglio dire.
Gun Club, il circolo della pistola. E' un nome che mi manda ai matti.
Che dicevi?
Dicevo che i Gun Club fanno blues-punk-voodoobilly-emotività devastata-dolore per riuscire a sentire-fornicazione-incesto. Il diavolo, se esiste, è da 'ste parti. Anzi, era dai tempi di "Sympathy for the devil" degli Stones (e dal primo dei Black Sabbath) che il maligno non si trovava così a suo agio. Il fatto che degli autori di questo e quei dischi solo Pierce sia morto, ti fa sembrare quasi che lui abbia fatto più degli altri. Avessi ancora qualche sentimento, a questo punto tremerei e sentirei puzza sulfurea.
"Sembri proprio un Elvis dall'inferno"
Sapete la storia del moderno e del postmoderno? Insomma, in poche parole, tra i due c'è questa differenza: il primo tendeva a rendere conosciute e sotto controllo le cose distanti dal Santo Occidente, il secondo tende a rendere assurdo ciò che ci è conosciuto. Come se domani i vostri genitori si mettessero a guardare fissi il soffitto senza mai rispondere alle vostre domande. Come se voi non ci foste. Che sensazione avreste?
Questo disco fa con le cose conosciute del rock (che cacchio, il blues è il papà di quest'ultimo, e i Gun Club fanno blues) le cose più insensate. Come se i Blues Brothers fossi stati i Sex Pistols. Come se voi stessi - la persona che conoscete meglio, a meno che non siate schizofrenici o Charles Manson - prendeste una sedia e vi adagiaste accanto ai vostri genitori a guardare, in silenzio, quello spoglio soffitto. Senza proferire parola.
Andrea Macrì
mercoledì 13 maggio 2009
La rubrica del cretino - Sonatine

Qui parliamo dei film che potreste vedere prima di addormentarvi, se non dovete già studiare/stare-col-partner/drogarvi/riposare/giocare-a-calcetto/uscire o altro. Quelle sere in cui dite: "Stasera mi guardo un film". Poi controllate il pc o il sito di streaming, e ne avete troppi, e non riuscite a decidere. Perchè la scelta è vastissima, e perdete troppo tempo a decidervi, e alla fine abbandonate l'opzione film e guardate o serial o video scrausi su youtube. Vi giustificherei solo faceste una delle attività sopra elencate, o quantomeno leggeste. In quel caso, magari, teneteveli (questi film) per quando (non) avrete tempo.
Tic
Takeshi Kitano ha una specie di tic a un occhio, ricordino di un incidente che per poco non lo portava via, e che lo ha reso quasi inespressivo. Ok. Fin qui, a posto. Ma Kitano è anche uno dei registi meno narratori e più pittori che possiate incontrare (un altro è Lynch, per darvi una minima, immane idea). Kitano è l'uomo dalla comicità più rarefatta e al contempo stupida (vedi "L'estate di Kikujiro") sia esistito negli ultimi vent'anni. E siccome questa è una rubrica consiglia-film, è ovvio che le pellicole che raccomando mi piacciano tanto. Kitano non è che mi piacca tanto: mi fa proprio impazzire. E con impazzire, intendo sia trasmettermi un piacere incredibile che martoriarmi in enormi tempi morti. E' un divertimento subdolo. E' come rompere le palle a una tigre che dorme, libera, accanto a voi. Lo sapete benissimo cosa succederebbe se si svegliasse. Ma la vita è breve, e l'importante è farsi quattro risate. Vero?
Dancin' the Yakuza
"Sonatine" è il quarto film di Beat Takeshi, e non credete a chi vi dice che "Hana-bi" (di quattro anni posteriore e vincitore del Leone d'Oro a Venezia) sia il suo capolavoro: il meglio sta qui. Perché in "Sonatine" c'è il silenzio degli altri film ma anche lo spasso più giocoso, la tecnica registica e la tensione, e un'idea di violenza diversa da tutte quelle che io abbia mai conosciuto "cinematograficamente". Infatti, il senso dell'onore della parte iniziale e finale, propri delle organizzazioni malavitose, si trova ad essere devastato nel mezzo da quello che sembra essere un parco giochi filmico: i personaggi, per essere scientificamente precisi... fanno proprio i cretini. Questa sospensione della violenza lo rende un film diverso da qualsiasi copia di "Quei Bravi Ragazzi" o "Il Padrino" riusciate a trovare in giro.
"Moriremo tutti... hihihihihihihi!!!!"
Insomma, un'ora e mezza ben spese (magari se non siete abituati a Kitano, vi consiglio di cominciare da "Brother" o, meglio, "Zatoichi" - anche se, nel caso in cui vi piacesse davvero il cinema, di Kitano dovreste guardare tutti i film), con una parte centrale - vi avverto - che è strana, lenta, ma divertente e visivamente girata coi controcazzi. Giusto per farvi capire che c'è vita dopo Scorsese, affermando questa cosa con la costanza di un tic.
Andrea Macrì
Intervista a Federico Guglielmi - La difficile situazione del giornalismo musicale italiano
Chiacchierare con Federico Guglielmi, storico giornalista musicale italiano, può fare vedere le cose da un'altra prospettiva. Le sue parole si concentrano su vari aspetti della professione, fotografando un settore in maniera piuttosto precisa.
Dalle aule dell'università in cui ci troviamo dovrebbero provenire i giornalisti di domani. Oggi però questo posto è pieno delle discussioni sulla famosa “crisi dell'editoria”. Sembra che in questa professione la questione economica influenzi quella etica: lavori logoranti e mal retribuiti, poca attenzione alla preparazione, molti compromessi. Partiamo proprio dalle tasche:
in Italia, si può campare facendo il giornalista musicale?
sabato 9 maggio 2009
Moooò! La Bari in serie A!

A Bari si è festeggiato tutta la notte! Lasciate gioire anche a me...
David di Donatello 2009: i vincitori - Gomorra batte il Divo
MIGLIOR FILM Gomorra di Matteo Garrone MIGLIOR REGISTA Matteo Garrone (’Gomorra’) MIGLIOR FILM STRANIERO Gran Torino di Clint Eastwood MIGLIOR FILM UE Millionaire di Danny Boyle MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA Toni Servillo (’Il divo’) MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA Alba Rohrwacher (’Il papà di Giovanna’) MIGLIOR REGISTA EMERGENTE Gianni Di Gregorio (’Pranzo di Ferragosto’) MIGLIORE SCENEGGIATURA Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Gianni Di Gregorio, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Roberto Saviano (’Gomorra’) MIGLIOR PRODUTTORE Domenico Procacci (’Gomorra’) MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA Piera Degli Esposti (’Il Divo’) MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA Giuseppe Battiston (’Non pensarci’) MIGLIORE FOTOGRAFIA Luca Bigazzi (’Il Divo’) MIGLIORE MUSICISTA Teho Teardo (’Il Divo’) MIGLIORE CANZONE Herculaneum (’Gomorra’) MIGLIOR TRUCCO Vittorio Sodano ('Il Divo') MIGLIORI ACCONCIATURE Signoretti ('Il Divo') MIGLIORE SCENOGRAFO Francesco Frigeri (’I Demoni di San Pietroburgo’) MIGLIORE COSTUMISTA Elisabetta Montaldo (’I Demoni di San Pietroburgo’) MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI Nicola Sganga, Rodolfo Migliari, ('Il Divo')
Ieri sera, all'Auditorium della Conciliazione di Roma si è svolta la serata dedicata al cinema italiano. Sono stati assegnati i David di Donatello ai migliori film italiani della stagione. Lo diciamo subito, non c'è stato spazio per le sorprese: i due superfavoriti della vigilia hanno dominato.
Gomorra e il Divo: pari e patta.
Ma non proprio. Sette statuette per ciascuno, certo, ma è il film di Matteo Garrone ad aggiudicarsi le più prestigiose: quelle di miglior film e miglior regia. "Volevo ringraziare tutti i compagni di viaggio e mio padre dall’alto” ha detto il regista di Gomorra al momento delle premiazioni. Gli altri cinque David assegnati a Gomorra sono stati: migliore sceneggiatura (Braucci, Chiti, Di Gregorio, Garrone, Gaudioso, Roberto Saviano), al migliore produttore (Domenico Procacci), al migliore montatore (Marco Spoletini), al miglior fonico di presa diretta (Maricetta Lombardo) e alla migliore canzone originale.
LEGGI IL COMMENTO DEL FILM.
Il Divo, l'altro film superfavorito degli "Oscar" del cinema italiano. Per lui, pure sette statuette. Tra i David del film di Sorrentino, però, non ci sono i due che contano davvero. Gioiscono "solamente" gli attori. Toni Servillo è stato meritatamente premiato come "miglior attore protagonista", a Piera degli Espositi è andato il David per miglior attrice non protagonista. Le altre cinque statuette assegnate a il Divo sono: migliore direttore della fotografia (Luca Bigazzi), quello al migliore musicista, migliore truccatore (Vittorio Sodano), migliore acconciatore (Aldo Signoretti) e infine quello per i migliori effetti speciali visivi (Nicola Sganga e Rodolfo Migliari).
Ecco tutti i VINCITORI:
Aldo Gianfrate
Italian Oscars: David di Donatello 2009.The winners
Yesterday night, at Auditorium della Conciliazione of Rome, there was the night of the italian cinema. The David di Donatello, the "Italian Oscar" have been assigned to the best italian movie of the year. We say it immediately: there was no place for surprise. The two best movies dominated.
Gomorra e il Divo: perfect equality. 7 statues each.
Here are all the winners!
MIGLIOR FILM Gomorra di Matteo Garrone
MIGLIOR REGISTA Matteo Garrone (’Gomorra’)
MIGLIOR FILM STRANIERO Gran Torino di Clint Eastwood
MIGLIOR FILM UE Millionaire di Danny Boyle
MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA Toni Servillo (’Il divo’)
MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA Alba Rohrwacher (’Il papà di Giovanna’)
MIGLIOR REGISTA EMERGENTE Gianni Di Gregorio (’Pranzo di Ferragosto’)
MIGLIORE SCENEGGIATURA Maurizio Braucci, Ugo Chiti, Gianni Di Gregorio, Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Roberto Saviano (’Gomorra’)
MIGLIOR PRODUTTORE Domenico Procacci (’Gomorra’)
MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA Piera Degli Esposti (’Il Divo’)
MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA Giuseppe Battiston (’Non pensarci’)
MIGLIORE FOTOGRAFIA Luca Bigazzi (’Il Divo’)
MIGLIORE MUSICISTA Teho Teardo (’Il Divo’)
MIGLIORE CANZONE Herculaneum (’Gomorra’)
MIGLIOR TRUCCO Vittorio Sodano ('Il Divo')
MIGLIORI ACCONCIATURE Signoretti ('Il Divo')
MIGLIORE SCENOGRAFO Francesco Frigeri (’I Demoni di San Pietroburgo’)
MIGLIORE COSTUMISTA Elisabetta Montaldo (’I Demoni di San Pietroburgo’)
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI Nicola Sganga, Rodolfo Migliari, ('Il Divo')
Aldo Gianfrate
venerdì 8 maggio 2009
Ragionamenti Per Nulla Coerenti - Per la serie "Vediamo quanto riusciamo ad essere un blog intra-dialogico"

Questo post è un tentativo dell'autore di riprendersi la libertà di non dovere mettere i link ad ogni stramaledetta parola, visto che l'autore suddetto è malato di citazionismo. Capisco che è quanto di più egoista possiate trovare su un blog che vorrebbe essere un minimo professionale (in verità siamo dei cagoni che non ci tengono a fare un cazzo, per noi la distanza più breve tra due punti è un letto, e avessimo una vestaglia come quella del Grande Lebowski saremmo quasi identici a lui).
Sembrano solo a me strani i fiorai aperti tutta la notte? Cosa sono, coperture malavitose? O un eccesso di romanticismo della città? O forse davvero esistono persone che ne hanno bisogno a quell'ora? E se sì, perché? Funerali, richieste di perdono, cene di lavoro alle 4 di notte, utilizzo dei fiori come strano ornamento corporale?
Comunque, questa roba è buonissima.
Vorrei avere come mia dimora l'interno dell'"Albero Azzurro". Ho usato le virgolette, ma il fatto è che vorrei vivere non dentro al programma quanto all'interno dell'albero. Ve lo ricordate? In alcune puntate lo fecero vedere, dentro. Fantastico: un saggio di perfetta utilizzo di uno spazio minuscolo. Ultimamente uno dei miei motti è stato: "Dentro all'albero azzurro manca solo internet e il genere femminile". Anche l'appartamento di Pozzetto in "Ragazzo di campagna" non mi dispiacerebbe. Magari sono pure claustrofobico.
"Doolittle" dei Pixies è il disco che ho ascoltato più volte nella mia vita, forse.
Un espressione che molte persone usano è "Lo sparo" inteso come gesto di sparare a qualcuno. Ma allora si dovrebbe usare l'espressione "Gli sparo", perché "Lo sparo" significa o che la persona di cui state parlando è un ipotetico uomo cannone o che, in una maniera alquanto sinistra, è un proiettile.
Conosco un tipo che una volta, per fare uno scherzo a un suo amico, ha legato un capo di una corda al manico di una saracinesca, l'altro al gancio traino dell'auto dell'amico. Scena spaventosa: metà saracinesca viene via sotto i nostri occhi, con un rumore metallico che potete immaginare (se un'unghia riuscisse a graffiare l'alluminio, suonerebbe così). Risate ingiustificate ma tutt'altro che contenute tra gli astanti. Tranne il proprietario della macchina. Quella saracinesca ora ha una metà inferiore di colore marrone che sta lì a monito per futuri progetti burleschi.
Fare esplodere una bottiglia di birra nel freezer non è affatto piacevole.
Ho un portafoglio ma i soldi li tengo nelle tasche.
Sapere che si pronuncia "facocèro" e non "facòcero" è stata un'epifania.
Il fatto che ci siano le elezioni mi turba. Ancora stiamo a fare elezioni? Che ridere. Votare oggi per la politica è come votare per Miss Italia: non ti dà un cazzo di niente.
Kiss Kiss Bang Bang Goodbye Evening Lazy Drunken Bastards. Come un brodino.
A.M. (non firmabile per intero)
Ragionamenti Vagamente Coerenti - Cold War Kids. Mexican dogs
Ecco. Abbandoniamo, per un momento, ogni nostra ingenua e disillusa velleità simil-gornalistica. Tuffiamoci, invece, nell'inutilità diaristica del blogger più becero. Quello stupido, del "ti racconto i cazzi miei". Quello incomprensibile, del "stamattina mi son svegliato e ho fatto questo"...
...OPS.
Aldilà dell'ironia autoreferenziale di questo incipit (che chi, e saranno in pochi, non ha cliccato sul link qui sopra si sarà inevitabilmente perso. E chi avesse ancora intenzione di lasciar perdere, di andare oltre, di sbattersene altamente i cosiddetti - giusto per non offendere nessuno - bè, è a loro che dedico questo splendido haiku a libera interpretazione metrica:
Che sarà mai un link in più?
ecchediamine,
regalami 'sta pageview.
Piaciuto o non piaciuto, chiudiamo la parentesi e andiamo avanti), un blog è fatto anche (solo?) per divertirsi. E allora vi e mi chiedo: potrò divertirmi? Qualunque sia la vostra risposta, quella giusta è: sì.
E allora...
...stamattina mi son svegliato e, ancora assonnato, ho cominciato a fare i cazzi miei, come ogni giorno. Ho acceso lo stereo. Era tanto che non mi succedeva, accendere lo stereo, dico. Il punto è che ho riscoperto un brano che avevo scoperto per la prima volta non molto tempo fa. Sempre di mattina, appena sveglio, intento a farmi i cazzi miei. Il pezzo è dei Cold War Kids e si chiama Mexican Dogs.
Ascoltatevela, va'. E ditemi se è di vostro gradimento (anche se in fin dei conti, sticazzi).
Aldo Gianfrate
" Dissonanze", il festival della musica torna a Roma - Line up dell'evento

Oggi e domani torna a Roma, presso il Palazzo dei Congessi, “Dissonanze”, il festival internazionale di musica elettronica e arti digitali.
Due giorni di musica, immagini e performance rappresentano il programma dell’evento, che mette in campo una line up (vedi giù) che offre uno sguardo da vicino su tutte le declinazioni sonore della musica contemporanea, attraverso i live e i Dj set di oltre 30 artisti provenienti da tutto il mondo.
Giunto alla sua nona edizione, il festival “Dissonanze” è ormai un punto di riferimento a livello europeo per tutti gli appassionati del genere, come dimostrano le oltre 20mila presenze registrate lo scorso anno, grazie a un programma che tradizionalmente punta ad offrire una selezione degli artisti più quotati e innovativi sulla scena mondiale.
Stasera la Terrazza ospiterà il meglio dell’hip hop più avanguardista e visionario, mentre nella serata di domani una esplorazione delle recenti contaminazioni tra radici africane e techno metropolitana.
Nell’Aula Magna invece nuove stelle del pop, che offriranno il meglio delle loro intuizioni artistiche.
Il Salone infine fa da casa al dancefloor, alternando dj set e live set,e offrendo grazie a interpreti di assoluto prestigio una prospettiva di rara profondità ed intensità emotiva sulle mille mutazioni della club culture.
Il tutto si protrarrà fino alle prime luci dell'alba...
Ecco per voi la line up dell' evento:
venerdi 8 maggio
Terrazza
22.00 Costa vs Ad Bourke
22.30 The Gaslamp Killer vs Daddy Kev
24.00 Flying Lotus feat. Samiyam
01.00 Daedelus
visuals Clichevideo
Aula Magna
22.30 Mokadelic
23.30 Telepathe
24.30 Atom ™
01.30 Byetone
02.30 Signal
Salone
23.00 Moderat
24.30 Kenny Larkin
01.30 Timo Maas
03.30 Magda Henrik Schwarz
visuals Inside-us-all
sabato 9 maggio
Terrazza
22.00 Afrodisia video set
24.00 Buraka Som Sistema
01.00 Radioclit feat. Afrikan Boy & Mo Laudi
visuals DDG
Aula Magna
22.30 Micachu & The Shapes
23.30 Bat For Lashes
24.30 Soisong
01.30 Salem
02.30 Actress
Salone
23.00 Lindstrøm
24.30 Laurent Garnier
02.00 A Critical Mass feat. Âme, Dixon, Henrik Schwarz
03.00 François Kevorkian
visuals Inside-us-all
Savino Di Luna Continua a leggere...
Il Festival del cinema indipendente a Roma - Tekfestival al cinema Aquila (7-11 maggio 2009)

Ieri (e scusate il ritardo) è partita l'ottava edizione del Tekfestival. Si tiene a Roma presso il cinema Aquila dove sarà proiettato il meglio del cinema indipendente. Film, documentari, corti, video e incontri. Tutto quello che un appassionato di cinema cerca.
Dove, quando e perchè? (in poche parole)
Un'appuntamento interessante, un programma interessante nel quale è presente anche il fresco vincitore del David di Donatello per i documentari, "RATA NECE BITI" (la guerra non ci sarà): il racconto di Daniele Gaglianone delle attuali condizioni della ex-Jugoslavia. Ecco la scheda del film.
un documentario di Daniele Gaglianone
con Zoran Herceg, Aziz , Saša , Mohamed Bektić, Hajra Ćatić
Rata Nece Biti sarà proiettato sabato 9, alle ore 17.00. Al Nuovo Cinema Aquila, al Pigneto. Il resto del programma lo trovate sul sito dell'evento.
Ecco la mappa per trovare il cinema:
Visualizzazione ingrandita della mappa
Aldo Gianfrate
giovedì 7 maggio 2009
La rubrica del cretino - L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford
Qui parliamo dei film che potreste vedere prima di addormentarvi, se non dovete già studiare/stare-col-partner/drogarvi/riposare/giocare-a-calcetto/uscire o altro. Quelle sere in cui dite: "Stasera mi guardo un film". Poi controllate il pc o il sito di streaming, e ne avete troppi, e non riuscite a decidere. Perchè la scelta è vastissima, e perdete troppo tempo a decidervi, e alla fine abbandonate l'opzione film e guardate o serial o video scrausi su youtube. Vi giustificherei solo faceste una delle attività sopra elencate, o quantomeno leggeste. In quel caso, magari, teneteveli (questi film) per quando (non) avrete tempo.
Premessa alcolica
Prendetevi del whisky. Possibilmente la bottiglia intera (per gli astemi, non so: è una condizione lontana da me, questa). Poi cominciate a vedere questo film. La voce fuori campo che comincia a parlare mentre sullo schermo passano immagini filtrate attraverso una lente nitida al centro ma sfocata tutt'attorno (so che esiste un termine tecnico per tale lente, ma non lo conosco). Poi guardate il fondo del bicchiere: vi sembrerà simile alla lente, forse. Poi riempitevi il primo bicchiere. E sorseggiate con calma, perché il film è bello lungo. Se poi preferite berne tanti, di bicchieri, e siete di quelli che lo reggono, buon per voi. Avete tutto il mio rispetto.
Pogues
La prima volta che incrociai il nome di Jesse James fu con una canzone dei Pogues, gruppo irlandese cui, secondo me, gruppi come i Modena City Ramblers devono pressoché tutto. Jesse James era, in poche parole, un bandito che nella seconda metà dell'Ottocento faceva un casino di colpi a banche e treni in vari stati d'America. Quello che non sapete (o comunque quello che viene anche fuori dal film) è che la figura di Jesse James era sfuggente e mitica, tanto che era visto come un eroe lanciato contro lo status quo.
Dominik
Questo è il (cognome del regista. Questo è il cognome che io e la persona con cui ho visto il film abbiamo aspettato (é arrivato subito, per fortuna) alla fine delle immagini. Perché non lo conoscevamo e perché il film è davvero bello. Ma lo è non tanto per la storia in sè, quanto per il modo in cui viene raccontata. La voce fuori campo è usata alla grande (quasi a far sentire il peso della Storia che nel frattempo è passata da quei giorni), e la fotografia, bè, signori, è tra le più scorticanti io abbia mai visto: alcuni campi lunghi sono puro SPETTACOLO, sono talmente belli che potresti stoppare il film, stamparteli e appenderli in camera e vantarti con estranei: "questa l'ho fatta nel mio viaggio in Nebraska".
Vite parallele
Il mito di Jesse James è visto come un parallelo tra due vite (la sua e quella di Robert Ford) che dovrebbero avvicinarsi e diventare la stessa (su spinta del secondo) e invece terminano con un corto circuito, perché due cose non possono mai essere davvero identiche. La figura di Robert Ford ne esce fuori quasi non dico giustificata, ma quanto meno come degna d'esser oggetto di compassione. Il che non è un male. Perché durante il film Jesse James porta continuamente il peso delle sue responsabilità e della sua leggenda, ma vuole morire. E Bob lo accontenta, in un certo qual modo. Solo che l'uccisione non gli darà nessuna gloria. Insomma, un film di sconfitti. Una pratica che mi ricorda "Il cavaliere oscuro" (sto forse dando di matto?).
Smettetela di correre e fermatevi!
Insomma, è un western. Ed è anche un pò lento. Ma quella lentezza è riempita con così tante cose belle (le scene d'azione, i dialoghi, il recitato, le inquadrature, le musiche) che passa tranquillamente. E poi c'è anche un'apparizione di Nick Cave. Che diamine!
Andrea Macrì
Reggae d' Lavidd', reggae Meridional
Stamattina mi son svegliato con in mente una canzone, probabilmente ho sognato che l'avrei postata su questo blog... non chiedetemi il perchè...non saprei dirvelo... anzi forse un motivo c'è!!
Sarà che in questi giorni, tra una lezione e l'altra, si sprecano discorsi "semi-razzisti" sulle varie provenienze regionali, e il mio inconscio ha ben pensato che un omaggio alla mia regione (Basilicata o Lucania che dir si voglia) e al mio paese (Lavello), non poteva che essere reso con questa bella e simpatica canzone.
Si chiama Reggae d' Lavidd' e nasce proprio come reazione al comportmento di tutta quella gente che non conoscendo le tradizioni della nostra terra, considera l'Italia dal Pò in su...
Vnemm’ da nu post scurdat da la gent
Ca la basilicat jè nu post inesistent
Ca quann’ t’addummann… “scusa di dove sei?”
“potenza” …”ah ho capito provincia di Lecce!” …
ma vafangol vnemm’ da Lavidd’
addu staj semb u’ sol e s’ mangn i cupptidd’
e fac’ caud quas tot l’ann
e ru dcemm’ p’ chir ca no’ ru sann’!
(Rit.) Noj candamm’ tot n’zim
Reggae reggae reggae… reggae d’ Lavidd’
Ca part da casabell e arrev’ fen au pscaridd’
Reggae reggae reggae… reggae d’ Lavidd’
Reggae reggae reggae… reggae meridional
T’ ru dcemm’ noj ca Lavidd’ je la captal’!
Noj semm’ chir ca non c’ngozz d’ fatgà
Noj semm’ chir ca non c’ngozz mang d’studià
E non c’ngozz mang d’ cucnà
E non c’ngozz mang d’ c’lavà
Ma c’piac lu reggae
Ca c’piac lu reggae
Sì c’piac lu reggae
St’ qatt’ cas’ so’ nu post bell’ assaj
Ca s’ foss p’mej no u’lassass’ propr’ maj
Ma po’ c’n’amma scappà da stu’ paes
Ca r’ spranz d’ tot quand av’ acces’
Ma noj d’ stu post’ non c’n’scurdamm’ maj
E t’ chiang u’ cor ogn’ vot ca t’n’vaj
E lass stu ciel u’ campanel e gli aucidd’
Jè u’ paes mej e s’ chiam Lavidd’.
(Rit.)
Savino Di luna
PS peccato che ho trovato solo il testo ( so che molti non lo capiranno...), avrei voluto anche farvela ascoltare!
Musica "gratis" sul web - La SIAE libera gli autori
Gli artisti che affidano le "loro" opere musicali alla SIAE, ora, sono un po' più liberi. Niente di troppo eclatante, in realtà, benchè i titoli di giornali e blog di questi giorni dicano il contrario, urlando al miracolo. Sembrerebbe quasi che un artista possa decidere quel che vuole fare con il "suo" lavoro. In realtà, la morsa della SIAE non si allenta, ma la notizia è buona (che bello!) e lascia ben sperare. Gli autori riconquistano un pezzetto della "loro" libertà.
La notizia sta tutta nelle parole del presidente della SIAE Giorgio Assumma, riportate sul sito della società:
“L’autore che voglia concedere l’uso gratuito delle sue opere su Internet può chiedere alla SIAE di escludere dalla sua tutela i diritti relativi alle utilizzazioni di queste opere sulle reti telematiche e di telefonia mobile o di altre forme analoghe di fruizione delle opere “.
Gli autori potranno decidere di pubblicare gratuitamente il loro materiale in rete. E' quanto ha dichiarato il presidente della SIAE Giorgio Assumma, martedì scorso, in apertura dei lavori del Forum “Diritto d’autore, web e pirateria” organizzato dalla SIAE e dall’Ars (Assemblea Regionale Siciliana), al Palazzo dei Normanni a Palermo. Un segnale di cambiamento positivo rispetto al passato. Finora l'autore che ha affidato le proprie opere alla gestione della Società Italiana degli Autori ed Editori non poteva liberarle senza una precedente autorizzazione.
“Internet è un eccezionale strumento di circolazione delle opere - ha continuato Assumma, motivando la scelta - e la SIAE non vuole in alcun modo ostacolare la libera diffusione delle stesse. Presso la SIAE è istituito un apposito registro delle opere musicali che potranno essere utilizzate anche gratuitamente su Internet secondo le indicazioni dei rispettivi autori”
Un incredibile perspicacia, quella di Assumma, che, finalmente, si è accorto della forza della rete. Meglio tardi che mai.
Aldo Gianfrate
mercoledì 6 maggio 2009
La rubrica del cretino - Bronx

PremeZZa intereZZante.
Nasce una nuova rubrica, su 3C (se ripenso a quando abbiamo messo il nome a 'sto blog, mamma mia...). Qui parleremo dei film che potreste vedere prima di addormentarvi, se non dovete già studiare/stare-col-partner/drogarvi/riposare/giocare-a-calcetto/uscire o altro. Quelle sere in cui dite: "Stasera mi guardo un film". Poi controllate il pc o il sito di streaming, e ne avete troppi, e non riuscite a decidere. Perchè la scelta è vastissima, e perdete troppo tempo a decidervi, e alla fine abbandonate l'opzione film e guardate o serial o video scrausi su youtube. Vi giustificherei solo faceste una delle attività sopra elencate, o quantomeno leggeste. In quel caso, magari, teneteveli (questi film) per quando (non) avrete tempo.
Primo film di De Niro.
Tradotto: primo film di Gesù Cristo. E che Cristo di film!
La storia di un ragazzino che cresce nel Bronx, e si trova nel mezzo tra l'integrità del padre e "gli insegnamenti da strada" del boss che a lui si affeziona. E attorno, una scrittura, una colonna sonora, una regia, superbi. E un'umanità perfettamente riconoscibile, normale, eppure mitologica, da storia del cinema. Volete sentire due battute davvero belle sulle persone sovrappeso? Vado a memoria: "Era talmente obeso che se lo fissavi per troppo tempo potevi vederlo ingrassare. Si diceva anche che la sua ombra una volta avesse ucciso un cane".
In mezzo, c'è il racconto di formazione di Calogero detto C. (possibile guida spirituale di questo blog), tra scazzo, diversità, scelta, responsabilità.
-"E' meglio essere amati o mettere paura?"
-"Io preferisco mettere paura. La paura dura più dell'amore".
Scorsese
De Niro sembra avere imparato la lezione del suo maestro Scorsese. Perché "Bronx" non è soltanto un film sulla violenza e delinquenza, ma anche su un mondo che non c'è più, da un lato e l'altro della giustizia. E sulla vita dietro alle pistole, sulla quotidianità.
Hit
Nella mia speciale classifica (anche voi vi baloccate con queste cose?) "Bronx" è recentemente divenuto il mio preferito, o comunque quello che cito sempre, scalzando "Ladri di biciclette". E' un film che ho visto duemilasettecentoquarantasettevirgoladue volte, che amo incondizionatamente, e che vorrei mi proponessero nel caso un giorno dovessero farmi una "cura Ludovico" eterna. Perché, forse, il segreto di questo film è che i personaggi - più che la trama - sono talmente belli che vorresti quasi conoscerli.
Appendice di genere.
"Bronx" è un film sulla falsariga di capolavori del genere gangster come "Quei bravi ragazzi" o "C'era una volta in America". Giusto per farvi capire. Ciao.
Questa scena è da storia del cinema, ad esempio.
Andrea Macrì
martedì 5 maggio 2009
La EMI ristampa i Radiohead - Ok Computer e l'antichità delle major
Un piccolo (e inutile) post già scritto e recuperato dal mio vecchio (e inutilizzato) blog. Per capirne il senso, andate a quando scrivo di nuovo in corsivo alla fine di questo post. Certo che non è necessario leggerlo tutto. Ma datemi questa piccola soddisfazione...
Karma Police
Stamattina mio padre mi ha fatto un regalo (richiesto esplicitamente, in realtà). E’ un cd… sapete, uno di quelli aggeggi sottili e rotondi che si usavano per sentire la musica. Ebbene, è stata un’emozione niente male scartarlo e inserirlo, fisicamente, in un (vecchio) lettore collegato con mille cavi al mio stereo. E poi ascoltare la melodia, steso sul letto mentre mi rigiro la custodia e il booklet tra le mani. Penso solo al suono e, tutt’ al più, al modo in cui le note si incastrano ai disegni non-sense del libricino.
No, non sono un nostalgico e nemmeno antico. Le nuove tecnologie non mi spaventano, anzi. Però non posso negare che un cd o un vinile è tutt’altra cosa rispetto ad un freddo file. Per quanto gli mp3 affollino il mio hard-disk e per quanto benedica questo formato, la mia collezione di cd è orgogliosamente mostrata ad ogni visitatore della mia cameretta.
Ecco. Questo è il mio (piccolo) tributo alla musica. Poche decine di album originali impilati sul mio comodino. Oasis, Nirvana, Doors, Strokes, Rage, System of a down, Metallica, U2 ect. Solo chi merita può entrare a farne parte.
P.S.: il cd in questione è Ok Computer dei Radiohead. Per chi lo conosce, capite che ispira piuttosto bene la riflessione.
CORSIVOOk. Il senso del post era cazzeggiare, si era capito. Il senso dell'averlo postato in questo momento è un altro. In un certo senso faccio un favore alle odiate (da chi?) major discografiche. Insomma, la EMI ristampa Ok Computer. Un legittimo (e patetico) ultimo tentativo di sfruttare la genialità di un gruppo che non potrà più sfruttare (per chi non lo sapesse, i Radiohead hanno lasciato la EMI e da marzo in poi, la casa discografica ha deciso di pubblicare le ristampe dei primi tre cd: “Pablo Honey”, “The Bends” e “OK Computer”.
Per me (e di nuovo con questo egocentrismo), la ristampa è una grande occasione per celebrare i Radiohead, per i quali, però, non spendo nemmeno una parola (sarebbe inutile e, forse, non ne sarei nemmeno all'altezza).
Per tutti gli altri, l'antichità delle case discografiche emerge evidente. (Ri)Vendere un album vecchio di una band (sempre nuova) che meno di un anno fa ha deciso che la sua musica la vuole regalare: inizia l'operazione simpatia della EMI. Mamma mia!
Parte il sondaggio: qualche extra (ritrovabile tra qualche giorno su Youtube) riuscirà a convincere qualcuno a spendere 25 euro per un vecchio capolavoro?
Aldo Gianfrate
Continua a leggere...Radiohead Again - Emi publishes OK Computer again. Popularity operation[English Version]
EMI publishes Ok Computer again. A licit (and pathetic) last attempt to exploit the geniality of a band that they are never going to exploit again (Radiohead left EMI, recently, and the Major decided to pubblish again the band's 3 cd: “Pablo Honey”, “The Bends” e “OK Computer”).
Antiquity of the major comes out evident. (Re)Sell an old record of a band who, less than a year ago, decided to give its music away for free:
IT STARTS NOW TE POPULARITY OPERATION OF EMI!
A.G.
giovedì 30 aprile 2009
Line Up Primo Maggio - Non solo Vasco... Le origini di Caparezza e MikyMix!

In tutta onestà, penso che lo scrauso (di durata) quarto d'ora di Caparezza sarà il migliore di tutto il prossimo venerdì. Questo perchè è pugliese (e i pugliesi, lo sanno anche i muri, sono i migliori...) e perchè dal vivo ci sa davvero fare. E poi, la sua musica si sposa perfettamente con lo spirito della manifestazione di domani. Non è un particolare da poco. Farà saltare, farà cantare e farà festa, senza disdegnare una certa dose di impegno sociale. Allora la piazza risponderà a dovere e gli darà una mano. Anche chi non vuole sarà coinvolto. Ma che vuol dire?
Vuol dire che Caparezza ha successo perchè un paraculo? No. Ha successo perchè è un ribelle e, come tutti i ribelli, è popolare. E perchè è un divo e, al contrario di tutti i divi, è imperfetto, più imperfetto dei suoi fan. Assolutamente demenziali e superficiali, i suoi ghirigori vocali e mentali prendono dal basso, fanno sorridere e provocano empatia.
Chi riesce ad andare oltre all'apparenza musicale, però, raggiunge la completa estasi. Gli apparenti non-sense delle sue rime sono in realtà perspicaci allegorie e complicati giochi di parole. E improvvisamente i suoi brani assumono una luce nuova: incredibilmente (davvero!) profonde le sue parole, genialmente belli i suoi teoremi.
Ecco perchè, ascoltare Caparezza è facile. Capirlo, invece, è molto più complicato.
Aldo Gianfrate
P.s.: ho trovato questo "fantastico" vieo di Caparezza in rete. E diffondo. Ma non per cattiveria. Al contrario, proprio in virtù del grande affetto che mi lega a questo artista... Ok, il sillogismo non è molto sensato, in effetti...ma insomma...
Caparezza a San Remo quando era "solo" MikyMix..con il pezzo: "E la notte se ne va"
Per fortuna, ha rinnegato questo suo passato iper-commerciale e anti-artistico..
Caparezza - Mea Culpa
Line Up Primo Maggio - Le foto del palco 2
Un prete. Vestito da prete, con indumenti da prete e fascetta bianca al collo. Attraversa la piazza, si volta e si segna con il gesto della croce. Saluta l'austera bellezza della chiesa che si affaccia sul traffico di San Giovanni. Di fianco, un nugolo di caschetti gialli lavora alacremente attorno ad un mucchio di cavi e tubi metallici assemblati in una manciata di ore. Domani, quel che ha tutto l'aspetto di un'orrendo mausoleo moderno che graffia il colpo d'occhio della piazza, sarà l'enorme palco del concerto del primo maggio.
Per un giorno, la basilica cederà il passo alla musica. Per la felicità delle falci e dei martelli (sempre meno, a dir la verità) che sventoleranno sotto i maxischermi... ALT! Lungi da noi i bassi argomenti che la politica, inevitabilmente, porta con sè. Parliamo di musica, una cosa seria.
Oggi pomeriggio, mi sono sentito davvero tecnologico. Scatto con il mio Nokia, ritorno a lezione, estraggo la microSD e la metto nel pc. 4-5 foto su 3C in meno di un quarto d'ora. Che soddisfazione.
BALLE! La realtà è che, come un'idiota, ho scordato di portare con me la mia macchinetta fotografica e ci dobbiamo accontentare di 4-5 foto di mediocre qualità.
Ma meglio che niente. Prendetele come foto artistiche. Almeno vi faccio vedere uno dei due enormi pannelli solari montati ieri per essere (o far finta di essere) più ecologici. Almeno vi faccio vedere che il palco, rispetto all'altra volta, è completo. Almeno, posso godermi la gratificazione di essere un Citizen Journalist, nell'attesa di diventarlo per davvero (se, ciaooo! - direbbe un certo amico mio di Tor Vergata).
Aldo Gianfrate
mercoledì 29 aprile 2009
Line Up del Primo Maggio - Non solo Vasco..."Sempre Allegri" con la Bandabardò
Non poteva mancare su 3c il contributo speciale di una fan accanita del Concertone, e di un gruppo che potremmo dire ha fatto la storia di questo palco...Stiamo parlando della Bandabardò e a parlarcene è lei, Mariella Pascale.
Beh è la prima volta che mi trovo a dover parlare di questo gruppo, forse perchè solitamente sono abituata ad ascoltare le loro canzoni e non tanto a doverne parlare...
Spero, dunque, di essere all'altezza. Fare un excursus della storia di questo gruppo penso sia inutile, c'è il loro sito che ne parla... quindi partirei da ciò che rende assolutamente unica ai miei occhi la Bandabardò.
La caratteristica che più mi colpisce e che più mi ha colpito sin da quando ho cominciato ad ascoltare la Banda è la loro voglia, tradotta poi in realtà, di portare su un palco la stessa atmosfera di festa che si instaura nelle “cantate tra amici".
E si sa, le cantate tra amici sono quelle che ti fanno più divertire, quelle genuine, quelle che ti riempiono il cuore, magari con un bicchiere di vino di troppo...
E ci sono riusciti alla grande proponendo nelle loro canzoni temi a cui mi sono appassionata nel tempo... veri e propri inni all' amore, alla vita e all'amicizia, e che è scontato dire che meritano tanto.
Una di queste è Lo sciopero del sole, metafora di una società in cui l'ambiente è sempre più abbandonato e martoriato per il bene dell'economia mondiale!! Società in cui l'amore per la terra passa in secondo piano
Tre passi in avanti, ogni verso descrive quello che l'immagine di Che Guevara può evocare...pensare al Che significa rifiutare la guerra, simbolo di una falsa democrazia, significa abbracciare tutte le razze, le culture e le società e amare, quindi, il "lato nascosto"dell'America ed allontanare il suo "lato violento".
Poi adoro Vento in faccia, una canzone per la libertà che spesso viene completamente risucchiata dallo stress, dal lavoro, che allontanano gli uomini dalle cose vere, quelle reali..quelle che non costano niente ma donano molto, proprio come il Sole...
E poi c'è Beppeanna, la conoscerete tutti...è un pezzo che ti entra in testa e non ti esce più... e che dal vivo costringe tutti a cantare!
Poi loro "Manifesto Politico". Per me dice tutto. Lo riporto qua.
"La Bandabardò ha sposato in pieno la causa dei fricchettoni e del loro leader Fernandez. Siamo per la rivalutazione dei rapporti umani, dei miscugli razziali e culturali..." e continua a lottare, utilizzando come uniche armi, testi e musica delle sue canzoni, per un mondo migliore, magari senza avidità, una delle piaghe umane che Erriquez e soci (io compresa) sembrano proprio non digerire. "Lotta, in altri termini, per vedere un giorno trionfare Allegria e Gentilezza".
Forse solo un' utopia...forse un giorno la realtà...
Concludo con il dare spassionatamente un consiglio a chiunque leggerà queste "quattro righe": armatevi di una bottiglia di vino, quattro amici fidati ed andate a sentire e vedere un concerto di questi sei fricchettoni fiorentini, che (forse mi ripeterò) hanno impresso nel loro dna il "far saltare", che hanno come missione quella di far divertire, di far danzare sfrenatamente grandi e quasi-piccini...
Ps A volte mi capita di ascoltare ad occhi chiusi queste canzoni,e dopo un pò mi accorgo di star sorridendo... e so che anche questa volta sul palco del Concertone, non mi deluderanno!!!
Savino Di Luna e Mariella Pascale
Sergio Leone è più cazzuto di una domestica impazzita

COLPE
Ora: vent'anni che Leone è morto non è che mi facciano chissà quale effetto. 'Ste commemorazioni non le capisco proprio. Ad ogni modo, la prima cosa che salta all'occhio, ripensando alla sua carriera è: ne poteva fare di più, di film. In venticinque anni, ne ha fatti solo otto, di cui uno, "Il colosso di Rodi", non è granchè - a meno che non siate gente che segue acriticamente tutte le pellicole trasmesse su Retequattro, nel cui caso 1) non siete il target desiderato dalla somma redazione di questo blog e 2) forse ho sbagliato ad accettare l'incarico di scrivere questo post. Otto film in venticinque anni, si diceva. E la colpa di questa parsimonia è tutta di Leone e di "C'era una volta in America" (per cui ne ha impiegati solo tredici). Le colpe di Leone finiscono qui.
SE PENSATE CHE IO SIA SESSISTA, ALLORA VI SBAGLIATE
Infatti, tutti i suoi film sono davvero cazzuti. E' il termine più appropriato che posso trovare. I film di Leone sono - ora farò incazzare qualcuno - uno dei rifugi più concreti per uomini che si sentano vittime del femminismo aggressivo e della depressione da fine di una relazione. Diciamoci la verità: se un uomo abbassa i pantaloni e si propone come oggetto sessuale, lo prenderanno per matto o (se rom) per stupratore. Se lo fa una donna - al di là del carattere pubblico del gesto - si creerà davanti a lei una fila sbavante di esemplari maschili. Voi, signore, avete un'arma: conosco - e forse ne faccio parte - gente che guarderebbe tutte le stagioni di Casa Vianello di seguito per un pò di f---. I veri indifesi, in alcuni casi, siamo noi.
PANACEA
I film di Leone, con tutti quegli uomini (come gran parte dei western), sono il paradiso del virile. Ma non solo: sono TROPPO divertenti (anche se spesso lenti), di quel divertimento che non ti chiede nulla ma che, se vai a scavare, è molto più serio del 90% della cultura odierna, anche perché è girato così bene che persino uno sprovveduto riuscirebbe a notare, chessò, i fantastici movimenti di macchina. E questo binomio divertimento+cazzutaggine li rendi ottimi se vi sentite tristi perché la donna che vi sta accanto è una stronza patentata. Perché lei - state tranquilli - qui non potrà mai arrivare: non c'è proprio posto. Questo però non vuol dire che siano film sessisti. E' solo che ritraggono un'epoca (per fortuna) passata, in cui le donne non erano socialmente messe alla grande (e anche adesso non se la passano tanto bene). E possono quantomeno aiutare un uomo a stare meglio quel poco che basta per fargli pensare: " Che diavolo stavo pensando?". Il nome della donna in questione arriva subito dopo, ma già se c'è stato quel momento di dimenticanza, vuoi vedere che affrontare le cose di petto non sarà così difficile?
Andrea Macrì
martedì 28 aprile 2009
Line Up del Primo Maggio - Non solo Vasco... La "cocciutaggine" di Cisco
Sul palco del Primo Maggio, anche Cisco, ex voce dei Modena City Ramblers. Lo conosco poco. Sarebbe meglio dire "per nulla". Documentarsi, però, costa fatica. Meglio chiedere qualche informazione ad una fan. O semplicemente una ragazza che ne sa più di me. Lei è Sara Catarinella e ha accettato, molto gentilmente, di collaborare con 3C.
Ciao, Sara. Conosco poco e niente Cisco, ma dovrei buttar giù qualcosa per 3C. Parlamene un po’ tu.
“Potrei incominciare da quando, in una fredda sera di febbraio del lontano '92, ubriaco salii sul palco di un piccolo locale carpigiano,chiamato Kalinka,e cantai alcuni brani irlandesi insieme ad un gruppo che non avevo mai visto prima . Quel gruppo erano i Modena City Ramblers ...”
Bell'inizio. Ma non mi sembrano proprio parole tue, però.
Infatti. A pronunciare queste parole è Cisco Bellotti. Capelli lunghi, viso paffuto con occhi profondi e battaglieri.
Affascinante. Potremmo metterci una foto. Ma il ’92 è davvero un sacco lontano. Non potresti andare più sul recente?
L'ex cantante dei Modena City Ramblers, dopo 14 anni passati nella Grande Famiglia, decide di staccarsi da essa per cercare la sua strada. E il suo cammino oggi lo porta per la quinta volta sul palco del concerto del primo maggio.
Un'artista navigato e su di un palco che conosce bene. Niente di nuovo, allora…
Non proprio. Questa volta è solo. Solista, appunto. E così, Cisco riparte da zero, anzi direi da 2. In 3 anni ha già prodotto 2 dischi, “La lunga notte” e “Il mulo”. Dal primo cd emerge un'insoddisfazione di fondo in Cisco, quell'insoddisfazione che lo ha spinto a cercare un cambiamento artistico. Ma emerge anche un caos interno e mentale, il cd non ha un'impronta precisa, le canzoni hanno tra loro tematiche del tutto differenti, si passa dall'autobiografico, al sociale, ai racconti di posti visitati durante i suoi innumerevoli viaggi...
Non proprio un concept album, insomma. Anche se immagino che il sociale mantenga un ruolo importante nei suoi lavori. Ma a noi interessa la musica...
Dal punto di vista musicale è un disco ricco di spunti e difficilmente catalogabile. Se da una parte si avvicina alla canzone d'autore statunitense, dall'altra parte usa e prova suoni reggae e ripropone le atmosfere suggestive dei suoni irlandesi. Anche questo, se vogliamo, è un segno di smarrimento e confusione.
Caos, smarrimento, confusione, sperimentazione a volte esasperata. Che si sia pentito di aver lasciato i Ramblers?
Nella prima canzone dell'album “Come se il mondo”, Cisco saluta il passato e farlo, si sa, è doloroso, ma è comunque un nuovo punto di partenza. Egli riparte senza dimenticare il passato ma guardando al futuro. E il futuro, per ora, è rappresentato da “Il mulo”,il suo nuovo album, metafora di chi, testardo e cocciuto, continua a fare il suo percorso e a cercare la sua via, ignorando la superficialità propria dei nostri tempi, andando contro le mode e superando tutti gli ostacoli e le salite.
Tutto questo significato in un semplice Mulo? Ne ha di fantasia. Meglio tornare di nuovo alla musica. La canzone che più ti ha colpito?
Da tenere bene a vista - anzi forse è meglio dire ad orecchio (spiritosa, ndr) - è il secondo brano del cd, il multietnico e trascinante Multemesc.
Multemesc. E’ romeno, o sbaglio?
Non sbagli. Significa "Grazie Mille", dedicato al popolo Rom e a tutti noi “gagi” (non zingari) che non sappiamo più sognare.
Su questo sono un bel po' d'accordo. In fin dei conti, che ti aspetti dall’esibizione di Cisco sul palco del Primo Maggio?
Cisco ha due grandi responsabilità durante questo primo maggio: far ricredere i fan che si sentono traditi per il suo abbandono e far sentire a CASA tutti i “primo maggini storici”.
Sara Catarinella