giovedì 30 aprile 2009

Line Up Primo Maggio - Non solo Vasco... Le origini di Caparezza e MikyMix!


In tutta onestà, penso che lo scrauso (di durata) quarto d'ora di Caparezza sarà il migliore di tutto il prossimo venerdì. Questo perchè è pugliese (e i pugliesi, lo sanno anche i muri, sono i migliori...) e perchè dal vivo ci sa davvero fare. E poi, la sua musica si sposa perfettamente con lo spirito della manifestazione di domani. Non è un particolare da poco. Farà saltare, farà cantare e farà festa, senza disdegnare una certa dose di impegno sociale. Allora la piazza risponderà a dovere e gli darà una mano. Anche chi non vuole sarà coinvolto. Ma che vuol dire?

Vuol dire che Caparezza ha successo perchè un paraculo? No. Ha successo perchè è un ribelle e, come tutti i ribelli, è popolare. E perchè è un divo e, al contrario di tutti i divi, è imperfetto, più imperfetto dei suoi fan. Assolutamente demenziali e superficiali, i suoi ghirigori vocali e mentali prendono dal basso, fanno sorridere e provocano empatia.

Chi riesce ad andare oltre all'apparenza musicale, però, raggiunge la completa estasi. Gli apparenti non-sense delle sue rime sono in realtà perspicaci allegorie e complicati giochi di parole. E improvvisamente i suoi brani assumono una luce nuova: incredibilmente (davvero!) profonde le sue parole, genialmente belli i suoi teoremi.

Ecco perchè, ascoltare Caparezza è facile. Capirlo, invece, è molto più complicato.

Aldo Gianfrate

P.s.: ho trovato questo "fantastico" vieo di Caparezza in rete. E diffondo. Ma non per cattiveria. Al contrario, proprio in virtù del grande affetto che mi lega a questo artista... Ok, il sillogismo non è molto sensato, in effetti...ma insomma...

Caparezza a San Remo quando era "solo" MikyMix..con il pezzo: "E la notte se ne va"


Per fortuna, ha rinnegato questo suo passato iper-commerciale e anti-artistico..

Caparezza - Mea Culpa


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Line Up Primo Maggio - Le foto del palco 2

Un prete. Vestito da prete, con indumenti da prete e fascetta bianca al collo. Attraversa la piazza, si volta e si segna con il gesto della croce. Saluta l'austera bellezza della chiesa che si affaccia sul traffico di San Giovanni. Di fianco, un nugolo di caschetti gialli lavora alacremente attorno ad un mucchio di cavi e tubi metallici assemblati in una manciata di ore. Domani, quel che ha tutto l'aspetto di un'orrendo mausoleo moderno che graffia il colpo d'occhio della piazza, sarà l'enorme palco del concerto del primo maggio.

Per un giorno, la basilica cederà il passo alla musica.
Per la felicità delle falci e dei martelli (sempre meno, a dir la verità) che sventoleranno sotto i maxischermi... ALT! Lungi da noi i bassi argomenti che la politica, inevitabilmente, porta con sè. Parliamo di musica, una cosa seria.

Oggi pomeriggio, mi sono sentito davvero tecnologico. Scatto con il mio Nokia, ritorno a lezione, estraggo la microSD e la metto nel pc. 4-5 foto su 3C in meno di un quarto d'ora. Che soddisfazione.

BALLE! La realtà è che, come un'idiota, ho scordato di portare con me la mia macchinetta fotografica e ci dobbiamo accontentare di 4-5 foto di mediocre qualità.

Ma meglio che niente. Prendetele come foto artistiche. Almeno vi faccio vedere uno dei due enormi pannelli solari montati ieri per essere (o far finta di essere) più ecologici. Almeno vi faccio vedere che il palco, rispetto all'altra volta, è completo. Almeno, posso godermi la gratificazione di essere un Citizen Journalist, nell'attesa di diventarlo per davvero (se, ciaooo! - direbbe un certo amico mio di Tor Vergata).

Aldo Gianfrate

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mercoledì 29 aprile 2009

Line Up del Primo Maggio - Non solo Vasco..."Sempre Allegri" con la Bandabardò


Non poteva mancare su 3c il contributo speciale di una fan accanita del Concertone, e di un gruppo che potremmo dire ha fatto la storia di questo palco...Stiamo parlando della Bandabardò e a parlarcene è lei, Mariella Pascale.


Beh è la prima volta che mi trovo a dover parlare di questo gruppo, forse perchè solitamente sono abituata ad ascoltare le loro canzoni e non tanto a doverne parlare...
Spero, dunque, di essere all'altezza. Fare un excursus della storia di questo gruppo penso sia inutile, c'è il loro sito che ne parla... quindi partirei da ciò che rende assolutamente unica ai miei occhi la Bandabardò.
La caratteristica che più mi colpisce e che più mi ha colpito sin da quando ho cominciato ad ascoltare la Banda è la loro voglia, tradotta poi in realtà, di portare su un palco la stessa atmosfera di festa che si instaura nelle “cantate tra amici".
E si sa, le cantate tra amici sono quelle che ti fanno più divertire, quelle genuine, quelle che ti riempiono il cuore, magari con un bicchiere di vino di troppo...

E ci sono riusciti alla grande proponendo nelle loro canzoni temi a cui mi sono appassionata nel tempo... veri e propri inni all' amore, alla vita e all'amicizia, e che è scontato dire che meritano tanto.

Una di queste è Lo sciopero del sole, metafora di una società in cui l'ambiente è sempre più abbandonato e martoriato per il bene dell'economia mondiale!! Società in cui l'amore per la terra passa in secondo piano
...
Tre passi in avanti, ogni verso descrive quello che l'immagine di Che Guevara può evocare...pensare al Che significa rifiutare la guerra, simbolo di una falsa democrazia, significa abbracciare tutte le razze, le culture e le società e amare, quindi, il "lato nascosto"dell'America ed allontanare il suo "lato violento".
Poi adoro Vento in faccia, una canzone per la libertà che spesso viene completamente risucchiata dallo stress, dal lavoro, che allontanano gli uomini dalle cose vere, quelle reali..quelle che non costano niente ma donano molto, proprio come il Sole...
E poi c'è Beppeanna, la conoscerete tutti...è un pezzo che ti entra in testa e non ti esce più... e che dal vivo costringe tutti a cantare!

Poi loro "Manifesto Politico". Per me dice tutto. Lo riporto qua.

"La Bandabardò ha sposato in pieno la causa dei fricchettoni e del loro leader Fernandez. Siamo per la rivalutazione dei rapporti umani, dei miscugli razziali e culturali..." e continua a lottare, utilizzando come uniche armi, testi e musica delle sue canzoni, per un mondo migliore, magari senza avidità, una delle piaghe umane che Erriquez e soci (io compresa) sembrano proprio non digerire. "Lotta, in altri termini, per vedere un giorno trionfare Allegria e Gentilezza".

Forse solo un' utopia...forse un giorno la realtà...

Concludo con il dare spassionatamente un consiglio a chiunque leggerà queste "quattro righe": armatevi di una bottiglia di vino, quattro amici fidati ed andate a sentire e vedere un concerto di questi sei fricchettoni fiorentini, che (forse mi ripeterò) hanno impresso nel loro dna il "far saltare", che hanno come missione quella di far divertire, di far danzare sfrenatamente grandi e quasi-piccini...

Ps A volte mi capita di ascoltare ad occhi chiusi queste canzoni,e dopo un pò mi accorgo di star sorridendo... e so che anche questa volta sul palco del Concertone, non mi deluderanno!!!

Savino Di Luna e Mariella Pascale








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Sergio Leone è più cazzuto di una domestica impazzita


COLPE

Ora: vent'anni che Leone è morto non è che mi facciano chissà quale effetto.
'Ste commemorazioni non le capisco proprio. Ad ogni modo, la prima cosa che salta all'occhio, ripensando alla sua carriera è: ne poteva fare di più, di film. In venticinque anni, ne ha fatti solo otto, di cui uno, "Il colosso di Rodi", non è granchè - a meno che non siate gente che segue acriticamente tutte le pellicole trasmesse su Retequattro, nel cui caso 1) non siete il target desiderato dalla somma redazione di questo blog e 2) forse ho sbagliato ad accettare l'incarico di scrivere questo post. Otto film in venticinque anni, si diceva. E la colpa di questa parsimonia è tutta di Leone e di "C'era una volta in America" (per cui ne ha impiegati solo tredici). Le colpe di Leone finiscono qui.


SE PENSATE CHE IO SIA SESSISTA, ALLORA VI SBAGLIATE


Infatti, tutti i suoi film sono davvero cazzuti. E' il termine più appropriato che posso trovare. I film di Leone sono - ora farò incazzare qualcuno - uno dei rifugi più concreti per uomini che si sentano vittime del femminismo aggressivo e della depressione da fine di una relazione. Diciamoci la verità: se un uomo abbassa i pantaloni e si propone come oggetto sessuale, lo prenderanno per matto o (se rom) per stupratore. Se lo fa una donna - al di là del carattere pubblico del gesto - si creerà davanti a lei una fila sbavante di esemplari maschili. Voi, signore, avete un'arma: conosco - e forse ne faccio parte - gente che guarderebbe tutte le stagioni di Casa Vianello di seguito per un pò di f---. I veri indifesi, in alcuni casi, siamo noi.


PANACEA


I film di Leone, con tutti quegli uomini (come gran parte dei western), sono il paradiso del virile. Ma non solo: sono TROPPO divertenti (anche se spesso lenti), di quel divertimento che non ti chiede nulla ma che, se vai a scavare, è molto più serio del 90% della cultura odierna, anche perché è girato così bene che persino uno sprovveduto riuscirebbe a notare, chessò, i fantastici movimenti di macchina. E questo binomio divertimento+cazzutaggine li rendi ottimi se vi sentite tristi perché la donna che vi sta accanto è una stronza patentata. Perché lei - state tranquilli - qui non potrà mai arrivare: non c'è proprio posto. Questo però non vuol dire che siano film sessisti. E' solo che ritraggono un'epoca (per fortuna) passata, in cui le donne non erano socialmente messe alla grande (e anche adesso non se la passano tanto bene). E possono quantomeno aiutare un uomo a stare meglio quel poco che basta per fargli pensare: " Che diavolo stavo pensando?". Il nome della donna in questione arriva subito dopo, ma già se c'è stato quel momento di dimenticanza, vuoi vedere che affrontare le cose di petto non sarà così difficile?



Andrea Macrì

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martedì 28 aprile 2009

Line Up del Primo Maggio - Non solo Vasco... La "cocciutaggine" di Cisco

Sul palco del Primo Maggio, anche Cisco, ex voce dei Modena City Ramblers. Lo conosco poco. Sarebbe meglio dire "per nulla". Documentarsi, però, costa fatica. Meglio chiedere qualche informazione ad una fan. O semplicemente una ragazza che ne sa più di me. Lei è Sara Catarinella e ha accettato, molto gentilmente, di collaborare con 3C.

Ciao, Sara. Conosco poco e niente Cisco, ma dovrei buttar giù qualcosa per 3C. Parlamene un po’ tu.


“Potrei incominciare da quando, in una fredda sera di febbraio del lontano '92, ubriaco salii sul palco di un piccolo locale carpigiano,chiamato Kalinka,e cantai alcuni brani irlandesi insieme ad un gruppo che non avevo mai visto prima . Quel gruppo erano i Modena City Ramblers ...”


Bell'inizio. Ma non mi sembrano proprio parole tue, però.


Infatti. A pronunciare queste parole è Cisco Bellotti. Capelli lunghi, viso paffuto con occhi profondi e battaglieri.


Affascinante. Potremmo metterci una foto. Ma il ’92 è davvero un sacco lontano. Non potresti andare più sul recente?


L'ex cantante dei Modena City Ramblers, dopo 14 anni passati nella Grande Famiglia, decide di staccarsi da essa per cercare la sua strada. E il suo cammino oggi lo porta per la quinta volta sul palco del concerto del primo maggio.


Un'artista navigato e su di un palco che conosce bene. Niente di nuovo, allora…


Non proprio. Questa volta è solo. Solista, appunto. E così, Cisco riparte da zero, anzi direi da 2. In 3 anni ha già prodotto 2 dischi, “La lunga notte” e “Il mulo”. Dal primo cd emerge un'insoddisfazione di fondo in Cisco, quell'insoddisfazione che lo ha spinto a cercare un cambiamento artistico. Ma emerge anche un caos interno e mentale, il cd non ha un'impronta precisa, le canzoni hanno tra loro tematiche del tutto differenti, si passa dall'autobiografico, al sociale, ai racconti di posti visitati durante i suoi innumerevoli viaggi...

Non proprio un concept album, insomma. Anche se immagino che il sociale mantenga un ruolo importante nei suoi lavori. Ma a noi interessa la musica...

Dal punto di vista musicale è un disco ricco di spunti e difficilmente catalogabile. Se da una parte si avvicina alla canzone d'autore statunitense, dall'altra parte usa e prova suoni reggae e ripropone le atmosfere suggestive dei suoni irlandesi. Anche questo, se vogliamo, è un segno di smarrimento e confusione.

Caos, smarrimento, confusione, sperimentazione a volte esasperata. Che si sia pentito di aver lasciato i Ramblers?


Nella prima canzone dell'album “Come se il mondo”, Cisco saluta il passato e farlo, si sa, è doloroso, ma è comunque un nuovo punto di partenza. Egli riparte senza dimenticare il passato ma guardando al futuro. E il futuro, per ora, è rappresentato da “Il mulo”,il suo nuovo album, metafora di chi, testardo e cocciuto, continua a fare il suo percorso e a cercare la sua via, ignorando la superficialità propria dei nostri tempi, andando contro le mode e superando tutti gli ostacoli e le salite.


Tutto questo significato in un semplice Mulo? Ne ha di fantasia. Meglio tornare di nuovo alla musica. La canzone che più ti ha colpito?


Da tenere bene a vista - anzi forse è meglio dire ad orecchio (spiritosa, ndr) - è il secondo brano del cd, il multietnico e trascinante Multemesc.

Multemesc. E’ romeno, o sbaglio?

Non sbagli. Significa "Grazie Mille", dedicato al popolo Rom e a tutti noi “gagi” (non zingari) che non sappiamo più sognare.


Su questo sono un bel po' d'accordo. In fin dei conti, che ti aspetti dall’esibizione di Cisco sul palco del Primo Maggio?


Cisco ha due grandi responsabilità durante questo primo maggio: far ricredere i fan che si sentono traditi per il suo abbandono e far sentire a CASA tutti i “primo maggini storici”.

Sara Catarinella

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Line Up del Primo Maggio - Non solo Vasco... Il rock (ma ne siamo sicuri?) di Gianni Maroccolo, Cristiano Godano, Manuel Agnelli, Samuel Romano

UNA GRANDE ASPETTATIVA PUO' AVERE MOTIVAZIONI ATTUALMENTE INCOMPRENSIBILI

Non ho la più pallida idea di che musica faranno, ' sti quattro, ma credo sarà grande musica. Eppure non ne avrei i motivi pe
r pensarlo, oggi.

CAPITOLO MARLENE KUNTZ

Perché quello dai Marlene (quelli che li amano - o li hanno amati - li chiamano così) è stato uno dei distacchi più netti che ho affrontato musicalmente. Per me, non posso farci niente, i veri Marlene rimangono quelli dei primi tre fantastici
album: un noise ialiano sentito, poetico, personale (la loro principale influenza neanche la nomino, tanto è grande). Ora fanno sempre grande musica, ma non fa per me. C'ho provato: mi dispiace.

CAPITOLO AFTERHOURS

Per Manuel Agnelli, e di riflesso per gli Afterhours, vale lo stesso discorso dei Marlene (degli ultimi quattro dischi): è musica che sta lontano dal mio ascolto volontario da una vita. Con una differenza: i dischi degli Afterhours mi piacevano prima, ora non riesco ad ascoltarli. Non so. Saranno i testi, chi lo sa. O forse li associo a persone sbagliate (qui la situazione si fa troppo piccante per andare avanti). Fanno cantautorato-pop-rock-rumoroso-emotivo-cut up testuale-liricamente intenso. "Hai paura del buio?" e "Ballate per piccole iene" sono quelli da avere, ma anche gli altri non vi farebbero male, se siete avezzi a Tiziano Ferro o il vostro sogno è la reunion (l'ho visto da qualche parte o me lo sto sognando?) dei Take That.

CAPITOLO SUBSONICA

Mi ritrovo perfettamente d'accordo con Aldo Gianfrate quando scrive ...

FINALE CHE MI FA PENSARE CHE FORSE SONO IO AD ESSERE SBAGLIATO, NON LORO

Quando cominceranno a suonare, ascoltateli con attenzione: stoppate un attimo droghe, alcool, cibo, bagni chimici o altro. Perché Maroccolo è semplicemente l'uomo che ha passato gli ultimi tre decenni assieme ad alcuni dei gruppi più importanti del nostro paese (Litfiba, CCCP, CSI, PGR: potrei morire per quei due in mezzo), Godano e Agnelli dal vivo sono garanzie (ed effettivamente sono tra i più arguti musicisti della loro generazione), Samuel è da anni un live performer consumato. Non vedo perché dovrei lasciarla vincere al mio cinismo/scetticismo: in un mondo migliore, la Big Band di quel pomeriggio dovrebbero esser loro. Magari un giro me lo vengo a fare, in onore dei vecchi tempi.



Andrea Macrì


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lunedì 27 aprile 2009

Previsioni meteo per il Primo Maggio 2009 (Non solo Vasco)

"Alcuni dicono che la pioggia è brutta, ma non sanno che permette di girare a testa alta con il viso coperto dalle lacrime."
Jim Morrison

E pioggia fu.
E mica due gocce, ma un bel po' di pioggia. Ecco che comincia a salire l'ansia che la pioggia rovini il prossimo agognato ponte. Quello del primo maggio.

Ecco, normalmente non ce ne frega nulla.
Ma stiamo preparando uno speciale sul concerto del primo maggio. Che si tiene all'aperto (ma và??) ecco perchè ci sembra opportuno segnalare qualche aggiornamento sulle previsioni meteo.

Vi rimando subito subito alla mia fonte, che sembra buona e, soprattutto, speranzosa:

La settimana si apre con il maltempo su molte regioni, proseguirà fino a mercoledì con diffusa instabilità e si concluderà probabilmente con un tempo in convalescenza che regalerà anche diversi momenti soleggiati proprio durante il ponte.

Aldo Gianfrate


P.S.: per rimanere in tema di musica, pubblico un video di una bellissima canzone sulla pioggia. Dei OneMic...HipHop italiano di quello fatto bene...

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Line Up del Primo Maggio - Non solo Vasco...Il reggae italiano degli Smoke


Molti temevano che potesse essere annullato. Lo storico concertone del Primo Maggio, invece, non deluderà.

Anche quest' anno il reggae non mancherà, ma stanchi ormai dei visti e rivisti Sud Sound System che "magicamente" quest' anno( anzi forse già da un paio di anni) non si esibiscono sul palco di San Giovanni, Marco Godano l'organizzatore del concertone ha ben rimpiazzato il gruppo salentino con una band di reggae italiano dal sapore jamaicano.

Lo so forse non c'entrano molto l'uno con l'altro, e il paragone forse non sussiste nemmeno. Ma senza nulla togliere ai Sud, che personalmente mi piacciono abbastanza, forse il cast aveva bisogno di novita?!?! e gli Smoke forse ne rappresentano una, assieme anche a buona parte che del cast di tutto rispetto.
Un concentrato di musica roots reggae allo stato puro, brani che raccontano storie difficili, spesso dimenticate, di ingiustizie e disagio sociale. E' questo quello che il gruppo porterà per il pubblico del concerto.
Non solo. Proporranno la cover di Bob Marley “War” e tre brani tratti dal loro ultimo disco “ROUTES”, pubblicato lo scorso ottobre: “Wasn’t it you”, “To them” e “Save all the kids”.

Sul palco il soul singer Séan Daniel Martin, Alessandro Soresini (batteria, voci), Gianluca Pelosi (basso), Marco Zaghi (sax, flauti), Angelo Cattoni (tastiere, cori), Riccardo Gibertini (tromba), Cesare Nolli e Davide Florio (chitarre e cori).

Savino Di Luna


Ps qui potrete ascolatare l'intero disco di cui sopra

http://www.rockit.it/album/9140/smoke-routes






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Line Up del Primo Maggio - Non solo Vasco... La nicchia dei Motel Connection

Ormai, il marketing scorre sul web. Non si scappa. Se vuoi fare soldi, in qualunque modo, la tua azienda deve avere almeno un sito e una decina di pagine sparse su Facebook e Myspace. Non farebbe neanche male un blog e qualche altro modo per coinvolgere il proprio/a pubblico/clientela. Altrimenti, non sei nessuno.

I Motel Connection, però, hanno esagerato. Basta guardare la versione beta (e meno male) del loro sito ufficiale. Cercavo materiale per scrivere qualcosa su di loro e, mannaggia la miseria, mi trovo davanti questa marea di roba. Un videogame in flash, realizzato dalla software house Xplored. Un fumetto (di prossima pubblicazione però) progettato da due giovani artisti della Scuola Internazionale di Comics di Roma (Bruno Letizia e Valerio Schiti). Il tutto gestito grazie ad una collaborazione con Disegno Industriale del Politecnico di Torino che si occuperà di garantire che la promozione del progetto rispetti i criteri di sostenibilità ambientale. Un progetto "crossmediale", lo hanno definito. L'obiettivo è promuovere il singolo H.E.R.O.I.N. (che si può ascoltare per intero sul sito) e, nel frattempo, sensibilizzare i fan sull'eco-sostenibilità.

Ma la musica? Qualunque esperto di comunicazione rischierebbe di venire all'istante al solo sentir parlare di "crossmedialità". Figurarsi a scorrere il sito dei Motel Connection! Io pure (e scusate l'egocentrismo), in quanto studente di Scienze della Comunicazione (ma non ditelo troppo in giro) appassionato di Web, devo dire che ho apprezzato non poco. Ma la musica, come avete visto, passa un po' in secondo piano.

Eppure meriterebbe. Samuel, voce dei Subsonica, e PierFunk, ex bassista del gruppo torinese, ci riprovano a far (ri)funzionare quella commistione tra rock ed elettronica da club che ha fatto la fortuna della loro band. In quel caso, la mediazione del pop ha reso tutto più facile e i Subsonica hanno cominciato a riempire i palazzetti e le piazze. Senza più fermarsi (l'ultima piazza, qualche giorno fa, in occasione dell'Earth Day di Piazza del Popolo, a Roma). Stavolta, il mescolio di generi si fa più esasperato e, grazie al fondamentale contributo di Pisti, noto dj house torinese, va nella direzione dell'house più dura. Da vero e proprio club underground (ma non troppo, dato il colossale successo). Solo la dolcezza vocale di Samuel addolcisce (e non poco) il sound dei Motel Connection. Tanto da renderla persino attraente al primo ascolto.

Ecco perchè, quella di San Giovanni, molto probabilmente, sarà l'unica piazza che i Motel Connection vedranno. Il loro sound immaginifico e immaginario ha una platea ben diversa da quella fumata e a petto nudo del primo maggio. Per carità, i MC (assieme ad Asian Dub Foundation e molti altri) faranno ballare un bel po' tutti quanti, ma la celebrità dei Motel Connection è nella nicchia (mica tanto) dei club. Le apparizioni MTViane saranno (e sono state - vedi il singolo "Two") solo eccezioni non rappresentative. Si spera.

Aldo Gianfrate

p.s.: tra la tanta roba extra-musicale che si trova in giro, anche il teaser del nuovo video di HEROIN... Ecco qua..





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Line Up del Primo Maggio 2009 - Non Solo Vasco... L'indice dello speciale

Line up del primo maggio 2009 - Non solo Vasco...

Questo è l'indice dello speciale "Non solo Vasco" dedicato agli artisti del prossimo concerto del primo maggio, a piazza San Giovanni. Abbiamo preparato un piccolo post per ognio componente della Line Up del concerto del primo maggio 2009. Per trovare gli artisti che cercate cliccate sul loro nome nella line up qui sotto!

Ecco la line up aggiornata! (volete conoscerli meglio? cliccate sugli artisti per scoprire i post che abbiamo creato per loro!!)


Redazione 3C

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domenica 26 aprile 2009

Speciale: Line Up del Primo Maggio 2009 - Non solo Vasco... Le foto del palco


Solo 5 giorni al primo maggio. Festa dei lavoratori, innanzitutto. Giorno del concerto di piazza San Giovanni, per gli appassionati di musica. E già si lavora per alzare il palco (sotto le foto scattate stamattina). Un palco importante, mai come quest'anno. Non foss'altro perchè sarà calcato da un certo Vasco Rossi che, nel bene e nel male, non è certamente uno dei tanti.

Non è uno tra tanti, ne sono certo.
Come potrebbe? Anni di carriera in cui è diventato un'icona. Icona per i tossici, prima. Icona per tutti, ora. E persino icona gay, se proprio vogliamo. Ecco perchè venerdì canterà per 45 minuti, al posto del canonico e frustrante (per chi suona e per chi ascolta) quarto d'ora riservato a tutti gli altri (guai a protestare, ovviamente). E leggerà persino una lettera, perchè "sicuramente" anche lui fatica ad arrivare a fine mese con 'sta diavolo di crisi economica.

Ma gli altri?
Ecco, noi non abbiamo niente contro Vasco. La nostra linea editoriale (o almeno una delle tante) non è certamente tra le più filo-vaschiane, ma sarebbe da pazzi negare la sua grandezza (anche perchè, poi, le visite di 3C andrebbere a picco. Ma è secondario). Niente di personale, dunque.

Ma non c'è solo Vasco
, come invece tutti i media vorrebbero far credere. E noi cercheremo di ribadirlo come è possibile. Parte uno speciale sul primo maggio dal titolo:

Line up del primo maggio 2009 - Non solo Vasco...

All'interno, cercheremo di approfondire tutti gli altri componenti della Line Up per sostenere la tesi in cui fortemente crediamo. Ci sono anche tutti "gli altri", dai Casino Royale a Caparezza, dai Nomadi a Paola Turci, da Enzo Avitabile a Giorgia. E, anche se la presenza di molti di loro sarebbe più giustificata ad un'ipotetica festa degli scansafatiche, più che dei lavoratori, parleremo di tutti. Nessuno escluso.



Redazione 3C

Cliccate su continua a leggere per vedere tutte le foto del palco scattate stamattina.



Stamattina sono passato da San Giovanni. Il palco è a buon punto, ecco le foto! (cliccate per ingrandirle)





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venerdì 24 aprile 2009

Scaletta di Ben Harper a Piazza del Popolo all'Earth Day 2009 - Da Consumarsi preferibilmente ad occhi chiusi

Recentemente, i miei gusti sono cambiati. Radicalmente. Soprattutto per quanto riguarda la musica. Fino a qualche anno fa, un concerto in piazza mi avrebbe esaltato. Oggi, soltanto l'idea di stare in piedi tra la folla per un'oretta (e che sarà mai?) mi fa star male. A costo di sembrare un vecchiaccio borbottante (di quelli che negli autobus impazziscono se solo provi a dire che “la vita è bella”) lo ammetto: ho perso l'entusiasmo.

E fin qui, sticazzi.

Ma mercoledì, a Piazza del Popolo, le persone erano 70.000. Un colpo d'occhio da paura. Nel senso buono. E in quello cattivo. Eppure il concerto dell'Earth Day di Roma non è stato male. E' stato bello (addirittura). Ecco i motivi.

E' stato bello (esagerato). Non certo grazie ai Subsonica. Musica oggettivamente molto bella, ma che sembra aver già dato tutto. A Sanremo, i Subsonica erano un pugno nello stomaco. Dopo dieci anni, però, anche l'originalità più estrema si trasforma in quell'Abitudine che tanto si cercava di evitare. Personalmente, poi, ho visto i loro concerti troppe volte. Al punto che, se mai mi capitasse di vedere Samuel a Termini, con tanto di sound system, doppio microfono e cappellino a terra per gli spicci, passerei oltre senza tanti scrupoli.

E' stato piuttosto bello (già va meglio), il concertone di Piazza del Popolo. E non certo a causa dell'ecologia. Motivazione nobile, l'Earth Day. E chi lo nega. Ma, appunto per questo, gli inviti della pur bella Giorgia Surina a non lasciare gli elettrodomestici in stand by, mi sono sembrati un po' troppo ingenui. Seppur utili, in questo momento servirebbe molto di più.

Non è stato male (cominciamo ad essere più onesti). E non è stato affatto male Ben Harper. Hai voglia a dire (via stampa, via radio e via mail) che era l'artista più atteso. In pochi ci hanno creduto. In molti, sono convinto, neanche lo conoscevano. E perchè dovrebbero? In fondo, non è nemmeno italiano. In fondo, anche io lo conosco poco e, dunque, che diavolo critico a fare il solito provincialismo all'italiana? Ma insomma, qualcosa conoscevo. Qualcosa avevo sentito. Ed ero curioso. Interessato a vederlo dal vivo. In fin dei conti è Ben Harper, mica uno qualunque. E allora via, parte Ben.

Mi fa muovere, Ben. Il piedino, di nascosto. E' troppo presto per lasciarsi andare. Non sono uno che si conquista facilmente. Eppure la sua voce colpisce, non c'è dubbio. Se Elvis era il bianco con la voce da nero. Harper è il nero con la voce più da bianco di tutti. Nel senso che è brutta. Ma è' un complimento. A costo di apparire un vecchiaccio borbottante e pure razzista, dico che le voci “da nero”, a me non piacciono.

"Ha un bel ritmo", mi dice Andrea di fianco (eh, sì. C'era anche Andrea, proprio Lui). Senza troppo entusiasmo, sia chiaro. E in effetti è così. Ben Harper ha un bel ritmo, ma senza troppo entusiasmo. Rock onesto (direbbe sempre Andrea - e mò basta, con sto Andrea, però). Ma senza troppo coraggio. Ma allora mi ha deluso? No. Harper dal vivo ci sa fare. La sua è musica innocua, ma riesce a non stancare. Ascoltarlo mentre canta e mentre stropiccia la chitarra in slide style è piacevole. E tanto basta, al giorno d'oggi.

E' stato bello, sì, però... Il problema è proprio lui. Per quanto il pubblico femminile della piazza continui, estasiato, ad apprezzare la sua bellezza, a me non convince. Fin troppo serio, ma soprattutto sciapo. Immobile e con poca dimestichezza con il pubblico. Da consumarsi preferibilmente ad occhi chiusi, insomma.

Aldo Gianfrate

P.S.: C'era un pezzo di Ben Harper che mi è particolarmente piaciuto. Poi ho scoperto che si trattava di Lay There and Hate me, che consiglio. Per chi, come me, fosse alla ricerca di qualche brano del concerto di mercoledì, ecco la scaletta.

SETLIST:
BETTER WAY
NUMBER WITH NO NAME
SHIMMER AND SHINE
LAY THERE AND HATE ME
WHY MUST YO0U ALWAYS DRESSED IN BLACK?
SKIN THIN
FLY ONE TIME
KEEP IT TOGETHER
THE WORD SUICIDE
BUZZ LIKE THIS
Encore:
FAITHFULLY REMAIN
UNDER PRESSURE
UP TO YOU NOW



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Gran Torino- L'ultima (?) apparizione di Clint Eastwood.

Venerdì sono andato a vedermi "Gran Torino" da solo. Andare al cinema da soli è, per un numero considerevole di imbecilli, una cosa da sfigati. A me non sembra. Anzi. Andare al cinema da soli è sia un vaffanculo a coloro che ti fanno aspettare mesi per andare a vederti un film in loro compagnia (siamo dalle parti di quel pressappochismo di cui io sono campione in altri ambiti) e un atto di fede nei confronti del cinema e del film che vai a vedere. E il film in questo caso è "Gran Torino".

Devo dire che non ho visto gli ultimi tre di Eastwood. Mi ero fermato a "Mystic River" e "Million Dollar Baby". Film bellissimi, ma i cui ritmi lenti erano emotivamente troppo laceranti per mettermi di buon umore di fronte ad una ulteriore visione delle altre produzioni del grande Clint.Con "Gran Torino" è stato diverso. Appena ne ho letto la trama, ho pensato che fosse fantastica. Il titolo, e quello che rappresentava, altrettanto. Ma il film...

Il film, signori, è meraviglioso.
Parsimonioso nelle inquadrature, nei movimenti di macchina, "Gran Torino" è un film vecchia maniera, senza contaminazioni postmoderne, senza
colonna sonora roboante, senza effetti speciali. Solo esseri umani che si relazionano in maniera felice (poco) e dolorosa (molto), razzismo, cambiamento, amicizia, storia, guerra, memoria, vendetta, vecchiaia, disillusione, speranza.

E poi c'è la faccia di Eastwood, un volto cui dedicare seminari, discussioni, o soltanto stima, affetto. Il fatto poi che sia la sua probabile ultima interpretazione, e quanto questo significhi, mi fa venire un brivido: perché Eastwood non poteva forse scegliere parte migliore per lasciarci, visto che il suo personaggio è scontroso, razzista, iracondo e per nulla pacificato - questo almeno all'inizio. Poi però Kowalski (questo il suo nome) percorre una parabola che registicamente viene filmata in maniera così precisa, così perfetta, che quando arriva il finale il cuore di chi guarda (almeno il mio) potrebbe davvero esplodere da un momento all'altro.

"Gran Torino" : non so se sia un capolavoro: posso dire che però ho una voglia di andarmelo a rivedere che mi sta facendo impazzire.
Grazie Clint.

da europeanson.splinder.com

Andrea Macrì

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mercoledì 22 aprile 2009

Gomorra. E l'ottavo giorno dio disse :"dio non esiste"

N.B. : Ho scritto questa specie di recensione solo perché delegato involontariamente da Aldo Gianfrate in questo post. Mica penserete che il nostro sia un lavoro redazionale coordinato?

ETICA: E CHE E'?


Devo dire la verità: non ho letto Gomorra di Saviano. Non ne ho avuto possibilità o forse voglia. Il fatto è che anche in quel caso la mia snobbitudine ha prevalso. Ok, Gomorra sarà una bomba. Ok, scardinerà tutti (o gran parte) dei meccanismi della camorra dall'interno. Ok tutto quanto.
Il problema è mio. Il problema è che Gomorra viene pubblicato dalla Mondadori e il sillogismo parte al volo: Mondadori=Berlusconi=Come diavolo si può fare denuncia da quel pulpito portando soldi all'uomo che più di tutti ci ha instillato la cultura dell'altro sillogismo "Furbizia=Intelligenza"? Lo so, avessi la testa più addentro la sabbia riuscirei a leggerlo tranquillamente. Ma, se mi è permesso, in questo caso i soldi a B. non voglio darglieli. E la colpa è di Saviano (o del suo agente).

GARRONE

Con Garrone, invece, il mio rapporto è diverso. L'ho conosciuto anni fa con "L'imbalsamatore",
film epidermico, riflessivo, girato (come anche il successivo "Primo Amore") coi controcazzi. E allora, quando ho visto il cartellone pubblicitario che l'anno scorso annunciava l'uscita di Gomorra diretto dal regista romano, un grosso "Cazzarola" si è materializzato al centro del mio cervello.


VISIONE RITARDATA

Non sono però andato a vederlo al cinema. Ho aspettato un bel pò, anzi. E alla fine, me lo sono visto solo qualche giorno fa. Non chiedetemi perché. Una visione ritardata, però e d'altronde, è pur sempre una visione.

IF THEY (DON'T) MOVE, KILL'EM

Gomorra il film mi è piaciuto un sacco. Devo dirlo. Le cinque storie non si intrecciano mai eppure sono come le facce di una stessa, lurida medaglia
. E Garrone è tremendamente bravo a non esprimere giudizi, a tenersi fuori. Ma, nonostante tutto ciò, la cosa che più mi è piaciuta di Gomorra è l'ambiguità della telecamera. Mi spiego: per molto tempo ( e forse ancor'oggi) il cinema si è dibattuto - come molte delle arti - tra realismo e trasfigurazione soggettiva della realtà. E', per farvi capire, la stessa differenza che passa tra un film di Rossellini (o del Dogma) e Lynch.
La scelta più semplice, per i realisti, è spesso la telecamera fissa: un occhio immobile come quello di un microscopio su una realtà che viene ripresa come fosse "in vitro".
Ecco, Gomorra agisce in maniera, come detto sopra, ambigua. Garrone sguazza privo di fissità - anzi, sembra abbia l'argento vivo addosso - tra quei volti (vedi il dialogo tra Maria e Don Ciro), e sembra creare perfettamente un dipinto tra la realtà cruda della camorra e il suo lato interiore e quasi spirituale: il male, quello che forse avrei fatto meglio a scrivere con la "m" maiuscola. In questo modo Garrone fa tre cose (cui ne seguono altre due): 1) ci fa vedere la realtà di quei luoghi e di quei personaggi, 2) ci fa sentire il lezzo della cattiveria, della decadenza, la loro parte sensoriale e quasi spirituale (in un luogo in cui non sembra esservi proprio spazio per alcun dio), immaginifica e 3) riesce, come già detto sopra, a trasmettere tutto ciò senza dare un minimo di giudizio, e dunque a sua volta 1) evitando di cadere nei moralismi e nella retorica e 2) delegando chi guarda a giudicare o non giudicare. Riuscire a portare a termine tutte queste operazioni senza sfilacciamenti narrativi è semplicemente eroico.

FUN

Ma, escludendo le elucubrazioni di cui sopra, Gomorra è bello anche perché è un film teso
, che si segue facilmente, e che regala delle sequenze davvero fantastiche (menzionarle tutte qui mi sembra impossibile e inutile). Dunque, Gomorra: sia cervello, che cuore, che stomaco, che buco di culo. E questo è quanto.



Andrea Macrì

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martedì 21 aprile 2009

David di Donatello 2009. Le nomination e il Miglior Cortometraggio Italiano

Sorrentino vs Garrone. Andreotti vs Saviano. Per chiarirci, stiamo parlando dei due film favoriti ai David di Donatello del 2009. Quelli che potremmo considerare gli "Oscar" del cinema italiano. Il Divo di Paolo Sorrentino contro Gomorra di Matteo Garrone. Ben 16 nomination il primo, 11 per il secondo. Tra queste, anche le più prestigiose, evidentemente: Miglior Film e Miglior Regista.

Uno scontro tra titani, tanto per usare una frase (stra)fatta, tra i due migliori film italiani del 2008. La soggettività è sovrana, ovvio, ma in questo caso non sembrano esserci molti dubbi. E che i due film migliori dell'anno parlino entrambi di mafia, seppur in maniera diversa, è un dettaglio (mica tanto) insignificante.

Per la cronaca, tutte le altre CANDIDATURE. E, sempre per la cronaca, mi adopererò al più presto per ottenere una recensione dei due film dal nostro recensore cinematografico di fiducia (non ricordo bene il nome. Marchì, Mascì. Ah, già, Macrì).

Venerdì, 8 Maggio all'Auditorium Santa Cecilia a Roma ci sarà la premiazione.

Intanto, sono già stati assegnati due premi. Miglior Cortometraggio e Miglior Documentario.

Il cortometraggio che sarà premiato con la statuetta si chiama L'arbitro (qui sotto c'è un fotogramma), opera del regista sardo Paolo Zucca.

Amo i corti
, visceralmente. Se non altro perchè durano poco. Viene meno, dunque, la motivazione principale del mio odio, viscerale, per il cinema: esser costretti a guardare,passivamente, uno schermo per almeno due interminabili ore. Ma questo è un'altro
discorso...

Aldo Gianfrate

P.S.: vi copioincollo la scheda del corto.

"L'arbitro" di Paolo Zucca


Scheda del Film
I destini di due ladroni si incrociano nella bolgia infernale di un derby calcistico di terza categoria. Un piccolo kolossal dai risvolti surreali girato per la gran parte a Bonarcado, nel Montiferru. Un’opera tanto complessa dal punto di vista produttivo quanto originale nella sua alternanza “folle” di toni e stilemi cinematografici.

Sceneggiatura e Regia: Paolo Zucca
Cast: Luca Pusceddu,Gilberto Idonea, Franco Fais, Enrico Sassu, Teresa Matta, Alessandro Biolla, Giorgio Franco Zucca
Fotografia: Patrizio Patrizi
Montaggio (audio e video): Alessio Santoni
Musica: Luca Schiavo; Andrea Casciu
Scenografia: Dino Sechi
Produzione: Istituto Superiore Etnografico della Sardegna, 2008
Lingua: Italiano e Sardo
Durata: 18 min.

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sabato 18 aprile 2009

Riparte Cin Cin Cinema!!!!


Dal 14 aprile al 7 maggio riparte il Cin Cin Cinema, l'iniziativa promossa dal comune di Roma insieme alla regione Lazio, che consente a tutti gli appassionati di fruire del Cinema a costo contenuto. In circa 61 sale cinematografiche, dal lunedi al giovedi, l'iniziativa offre l'opportunità di poter godere di film a soli 3 euro per gli spettacoli pomeridiano e 5 euri per quelli serali.
“Il Cinema – ha spiegato l’assessore capitolino alla Cultura Umberto Croppi – oltre a rappresentare una delle principali forme espressive artistiche contemporanee, è anche un importante momento di evasione e di partecipazione emotiva. Ecco perché iniziative promozionali come questa, che incoraggiano le famiglie, i giovani e gli anziani a frequentare le sale anche al di fuori del fine settimana, rivestono una importante funzione socio-culturale, contribuendo in modo concreto alla valorizzazione e allo sviluppo della cinematografia”.

Per info: http://www.cincincinema.it/

Savino Di Luna

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martedì 7 aprile 2009

Io e Vasco: un atto d'accusa/amore in tre parti - n°3



PRESENTE (E TRA QUALCHE GIORNO)

Paura. Sgomento. Minzioni indicibili e pubbliche. Conati VascoRossi-determinati alla notizia che il rocker di Zocca parteciperà al Primo Maggio. Non solo: ha anche proposto il tema di quest'anno. Non solo (ancora): leggerà una lettera al pubblico. Non solo - se qualcuno mi propone di andare a San Giovanni, quest'anno, risponderò: "Se voglio stare male mi accoltello e aspetto di vedere che succede".

PAROLE

Quando, leggendo la lettera che Vasco ha scritto per il Primo Maggio, arrivo a determinati punti, mi trovo un pò perplesso. Rossi parla di crisi, ok. Parla di clima brutto, e ri-ok. Ma ad un certo punto, dice che "questo è il momento della solidarietà. Vorrei restituire un pò di quello che ho ricevuto". La frase in questione mi infastidisce, lo devo ammettere. E lo fa in una maniera un pò subdola.

CANCELLA IL DEBITO

Ricordate quel Festival di Sanremo in cui Jovanotti cantò quel pezzo in cui invitava
i grandi della terra (espressione letteralmente or-ri-bi-le) a cancellare il debito che i paesi in via di sviluppo avevano/hanno nei confronti di quelli industrializzati? Bene. Ora, sarà che chiunque potrebbe dire che il ricavato di un singolo concerto di Vasco permetterebbe ai figli delle vittime sul lavoro non di stare bene ma di ricostruirsi le vittime (mi scuso per il cinismo), ma a me la frase di Vasco dà fastidio perché testimonia di una vecchia piaga e moda degli artisti italiani (ma nojn solo degli artisti) che viene fuori ciclicamente. Il vero motivo del fastidio non è che Vasco faccia soldi (gli auguro di defecare banconote da 500 euro, se è per questo).

E STATTE ZZITTO, VA'

Il problema con la frase di Vasco di cui sopra è in correlazione con la notizia della
sua donazione alle vittime di morti sul lavoro. Dunque per me, che sono, lo ammetto, un pò in malafede, Vasco ha sbagliato. Ha sbagliato nel nominare la solidarietà e nel render pubblica la sua donazione. Quel che penso io è che la beneficienza si fa ma non si dice. Per un semplice motivo: l'artista noto è principalmente un personaggio pubblico, un personaggio la cui visibilità è spesso e volentieri in correlazione con i ricavi. Ora, nel momento in cui la donazione di Vasco risulta pubblica (si parla di 100mila euro), e, per quanto essa possa risultare sincera e sentita e realmente frutto di un coinvolgimento emotivo da parte di Vasco, a me puzza terribilmente di PUBBLICITA', e di quella anche parecchio efficace. Perché in quel caso l'artista cerca di suscitare attorno alla sua figura sentimenti che non sono del tipo "mi piace" ma del tipo "è uno buono". E la bontà vende, o comunque aiuta. La bontà attraversa più target di pubblico rispetto ai gusti. E crea un clima che gli agenti di vendita non aspettano altro per sfruttare.

MORALE

In poche parole: l'artista vuole donare soldi? Li donasse. Le cifre che può offrire
sono sicuramente maggiori dell'euro e 55 che il sottoscritto si ritrova in tasca al momento. Ma, sempre per l'artista, perché sbandierare la sua bontà ai quattro venti? Perché a me (ma io sono un pò ingenuo) sembra proprio che il non dirlo, se la donazione è davvero sentita, non cambia un cazzo per chi la fa. E comunque riusciste a trovare obiezioni a tale post (il che è anche facile), rimane un fatto: non è più facile non dirlo? E non ti mette comunque in una botte di ferro rispetto alle critiche che susciterebbe il rivelarlo il non rivelarlo (mi rendo conto che l'ho messa più complicata di come realmente è)? Non pensa, Vasco Rossi, che il non dire forse lo porrebbe in una condizione migliore, in una condizione di onestà verso quanto dice e di menefreghismo (quello davvero rock) verso chiunque potrebbe, per contrappasso, domandargli "ma se parli di solidarietà, perché non ci dici se ne cacci fuori tu, di soldi?".
Mi ci sto cuocendo il cervello. E so che è più complicato di come la posso pensare e più facile da scrivere di quanto l'ho messa io su questo post. Ma questo è quanto.

Andrea Macrì

P.S.: visto che di video di Vasco ne ho già messi, preferisco metterci i Mano Negra, cui dedicherò presto un post. Gente seria. E il pezzo in questione è bellissimo.




LE ALTRE 2 PARTI DI
"IO E VASCO: ATTO DI ACCUSA/AMORE" LE TROVATE QUI:
parte 1
parte 2

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sabato 4 aprile 2009

Reggae... a Roma

E per chi ama il Reggae,per chi non lo conosce a fondo ma ugualmente ama il ritmo e l'odore dell'atmosfera che nei concerti si respira... ecco una piccola selezione di dancehall stasera nella Capitale


YAGAYAGA Ls MUCCIGNA (SBT) & BIG BAMBOO (RM)

Ancora emozionati per il succeso dell'ultimo evento con Moofi e Frisco Sound,YagaYaga presenta alla massive romana un altro big bad sound che si sta imponendo all'attenzione di molti : Muccigna. Durante la serata Muccigna si alternerà in consolle con Big Bamboo, sound che nella capitale non necessita presentazioni, e ovviamente con YagaYaga a fare gli onori di casa.

Zoobar - Via Bencivenga 1,Zona Montesacro (Roma)
Ingresso 5 euro.


CENTRALE + BARACCA - ADRIANO.B - RASTABLANCO RnCemento

Continuano le serate con la reggae music all’Ex Mattatoio. La Centrale sound system questa volta ospita Rasta Blanco e Adriano B dei Radici nel Cemento insieme al Baracca che, Live in Dj set, presenteranno alla massive dell’Old City le loro migliori canzoni. Alla consolle si alterneranno al microfono anche QuajaMan e Cammello, dj del resident sound della Centrale. Una serata imperdibile per gli amanti dello stile canterino nostrano alla quale è impossibile mancare!!

Ex mattatoio - Civitavecchia - Via del gazometro


HYPE 'N BASS! ..il ritorno di DJ HYPE a ROMA

DJ HYPE, re indiscusso del panorama drum'n'bass internazionale. Vero precursore del genere, é anche il fondatore della prestigiosa etichetta GANJA RECORDS, e dj resident del Fabric di Londra con il suo appuntamento mensile. Il suo merito sta nell'aver apportato le tecniche del turntablist scratching ai beats della d'n'b.

Atlantico (ex- Palacisalfa) Viale dell'Oceano Atlantico 271d
prezzo entrata 12 euro:


per maggiori info: Reggae.it


Savino Di Luna



Visualizza Reggae a Roma in una mappa di dimensioni maggiori

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Ma le "C" non erano tre? - Big Match di Serie B, Bari-Parma probabili formazioni

Se vi capita di passare dalle parti mie, dalla Puglia, dalla provincia di Bari, capirete che sono tutti piuttosto eccitati. La Bari è in testa alla serie B con un discreto vantaggio, quattro punti. Il che significa che c'è un certo numero di possibilità di passare iin un'ALTRA serie, che non nomino per scaramanzia. In ogni caso l'eccitazione prende pure me.

Tra meno di mezz'ora inizia la 34esima giornata di serie B e il clou è il Big Match tra prima e seconda, tra Bari e Parma. Scontro promozione, si usa dire. Bari e tutta la puglia se la meritano. A me, personalmente sarebbe piaciuto essere nella mia regione, ora. E andare a urlare un po' con questa curva spettacolare.



intanto queste dovrebbero essere le formazioni:

BARI (4-4-2): Gillet; Ma­siello, Esposito, Stellini, Parisi; Lanzafame, Donda, Gazzi, Guberti; Kutuzov, Barreto.

PARMA: Pavarini; Paci, Troest, A. Lucarelli; Zenoni, Mariga, Lunardini, Morrone, Castellini; Paloschi, Vantaggiato.

e qui per approfondimenti.

Aldo Gianfrate

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venerdì 3 aprile 2009

Io e Vasco: un atto d'accusa/amore in tre parti - n° 2


PASSATO PROSSIMO (e meno)

E insomma, nel 1998 Vasco Rossi pubblica "Canzoni per me". E' l'inizio del successo, quello vero, quello degli stadi stipati fino ad esplodere, dei soldi (quelli veri), degli ordigni schiaccia-classifiche, dei "ma dove vai" e dei "la-lala-lala-la-la". Il pubblico cresce a dismisura, la qualità precipita.
Mi capita di andare a fare un ferragosto in montagna con famiglia ed amici di: all'improvviso, mentre facciamo una sosta in qualche piazzola, e noi sbarbati scendiamo a giocare, un ragazzino di una delle famiglie (ben inteso: uno di quelli che ai tempi, per essere al centro dell'attenzione, si lanciava in storie iperboliche la cui veridicità era poco confermabile) si mette a canticchiare "Quanti anni hai". Ora, io non sono chissà quale fan sfegatato di Vasco, ma sentire quel ragazzino (un buzzurro della peggior specie, uno che oggi riesce a combinare nella sua integerrima persona sia la gentilezza dell'attaccabrighe che la cattiveria della vecchia zitella acida) mi causa qualche problema.

IRREGOLARE

Il problema non è il fatto che il ragazzo odioso canticchi quella canzone: questa è la democrazia. Il problema sono io: se dò così tanta importanza alla musica, se già a quell'età vedo come inscindibile orecchie e cuore, allora come ho fatto a pensare per un attimo solo che Vasco avrebbe potuto essere diverso? Diverso dai Take That, dalle Spice Girls (N.b.: ecco da dove deriva la definizione di WANNABE di Aldo Gianfrate), dai Cranberries, dagli (ho paura solo a scriverlo) Aqua? Mi ero sbagliato di brutto. Qualche giornalista sportivo ora direbbe: "Per Macrì il colpo è troppo duro".

IDOLI

Il fatto è che a quell'età una persona (o quantomeno la mia) ha bisogno di guide, di un Altro che ci aiuti a definire il Noi. Insomma, idoli. Roba di marketing e di spirito. Poster e sostanza. Spillette e viscere. E dagli idoli, o almeno dalle guide, ci si aspetta coerenza. Immaginate cosa succederebbe se domani il papa dicesse: "Cari ragazzi, mi sa che ci siamo sbagliati. Questa di dio era tutta una storiella. Andate a casa a copulare"?
Che poi tale coerenza sia a volte puro conservatorismo da parte dei sostenitori, è vero anche quello. E da questo punto di vista, non mi considero uno col paraocchi (vedi quanto scritto qui - dovete però scendere un pò in basso - sugli Afterhours). La cosa brutta non è che un cantante o uno scrittore firmino un contratto milionario con una major. La tragedia, la vera tragedia, a mio modesto modo di vedere, è un'altra.

PER TE

E' l'incapacità di mantenersi integri. Attenzione, non coerenti. Integri. Voglio dire: una volta raggiunto il suddetto contratto, NON divenire l'antitesi di ciò che si era, spinti da un famelico appetito a pensare esclusivamente al conto in banca. In una sola frase, continuare a lavorare PER TE, artista, e non per i palati di un pubblico che prima era di quattro gatti e ora conta anche le casalinghe (con tutto il rispetto e l'affetto per le casalinghe) tra le sue fila. Perché è te, artista, che noi ammiriamo, non la parte di te che è più simile al venditore o, santo iddio!, al predicatore (la famosa sindrome di Bono - in italiano, virus Jovanotticus). E ciò non significa che tu non possa passare dal metal al pop, per carità, non è questo. E' solo la sacrosanta pretesa, da parte del pubblico, di vederti fare ciò che davvero "senti". Se non te la senti (vedi U2), facci un favore: levati dai coglioni. Perché coprire col marketing la puzza di truffa è come il citazionismo non dichiarato/copiare: qualcuno ti beccherà sempre.

(fine seconda parte)



Andrea Macrì

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