mercoledì 29 aprile 2009

Sergio Leone è più cazzuto di una domestica impazzita


COLPE

Ora: vent'anni che Leone è morto non è che mi facciano chissà quale effetto.
'Ste commemorazioni non le capisco proprio. Ad ogni modo, la prima cosa che salta all'occhio, ripensando alla sua carriera è: ne poteva fare di più, di film. In venticinque anni, ne ha fatti solo otto, di cui uno, "Il colosso di Rodi", non è granchè - a meno che non siate gente che segue acriticamente tutte le pellicole trasmesse su Retequattro, nel cui caso 1) non siete il target desiderato dalla somma redazione di questo blog e 2) forse ho sbagliato ad accettare l'incarico di scrivere questo post. Otto film in venticinque anni, si diceva. E la colpa di questa parsimonia è tutta di Leone e di "C'era una volta in America" (per cui ne ha impiegati solo tredici). Le colpe di Leone finiscono qui.


SE PENSATE CHE IO SIA SESSISTA, ALLORA VI SBAGLIATE


Infatti, tutti i suoi film sono davvero cazzuti. E' il termine più appropriato che posso trovare. I film di Leone sono - ora farò incazzare qualcuno - uno dei rifugi più concreti per uomini che si sentano vittime del femminismo aggressivo e della depressione da fine di una relazione. Diciamoci la verità: se un uomo abbassa i pantaloni e si propone come oggetto sessuale, lo prenderanno per matto o (se rom) per stupratore. Se lo fa una donna - al di là del carattere pubblico del gesto - si creerà davanti a lei una fila sbavante di esemplari maschili. Voi, signore, avete un'arma: conosco - e forse ne faccio parte - gente che guarderebbe tutte le stagioni di Casa Vianello di seguito per un pò di f---. I veri indifesi, in alcuni casi, siamo noi.


PANACEA


I film di Leone, con tutti quegli uomini (come gran parte dei western), sono il paradiso del virile. Ma non solo: sono TROPPO divertenti (anche se spesso lenti), di quel divertimento che non ti chiede nulla ma che, se vai a scavare, è molto più serio del 90% della cultura odierna, anche perché è girato così bene che persino uno sprovveduto riuscirebbe a notare, chessò, i fantastici movimenti di macchina. E questo binomio divertimento+cazzutaggine li rendi ottimi se vi sentite tristi perché la donna che vi sta accanto è una stronza patentata. Perché lei - state tranquilli - qui non potrà mai arrivare: non c'è proprio posto. Questo però non vuol dire che siano film sessisti. E' solo che ritraggono un'epoca (per fortuna) passata, in cui le donne non erano socialmente messe alla grande (e anche adesso non se la passano tanto bene). E possono quantomeno aiutare un uomo a stare meglio quel poco che basta per fargli pensare: " Che diavolo stavo pensando?". Il nome della donna in questione arriva subito dopo, ma già se c'è stato quel momento di dimenticanza, vuoi vedere che affrontare le cose di petto non sarà così difficile?



Andrea Macrì


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