
Qui parliamo dei film che potreste vedere prima di addormentarvi, se non dovete già studiare/stare-col-partner/drogarvi/riposare/giocare-a-calcetto/uscire o altro. Quelle sere in cui dite: "Stasera mi guardo un film". Poi controllate il pc o il sito di streaming, e ne avete troppi, e non riuscite a decidere. Perchè la scelta è vastissima, e perdete troppo tempo a decidervi, e alla fine abbandonate l'opzione film e guardate o serial o video scrausi su youtube. Vi giustificherei solo faceste una delle attività sopra elencate, o quantomeno leggeste. In quel caso, magari, teneteveli (questi film) per quando (non) avrete tempo.
Tic
Takeshi Kitano ha una specie di tic a un occhio, ricordino di un incidente che per poco non lo portava via, e che lo ha reso quasi inespressivo. Ok. Fin qui, a posto. Ma Kitano è anche uno dei registi meno narratori e più pittori che possiate incontrare (un altro è Lynch, per darvi una minima, immane idea). Kitano è l'uomo dalla comicità più rarefatta e al contempo stupida (vedi "L'estate di Kikujiro") sia esistito negli ultimi vent'anni. E siccome questa è una rubrica consiglia-film, è ovvio che le pellicole che raccomando mi piacciano tanto. Kitano non è che mi piacca tanto: mi fa proprio impazzire. E con impazzire, intendo sia trasmettermi un piacere incredibile che martoriarmi in enormi tempi morti. E' un divertimento subdolo. E' come rompere le palle a una tigre che dorme, libera, accanto a voi. Lo sapete benissimo cosa succederebbe se si svegliasse. Ma la vita è breve, e l'importante è farsi quattro risate. Vero?
Dancin' the Yakuza
"Sonatine" è il quarto film di Beat Takeshi, e non credete a chi vi dice che "Hana-bi" (di quattro anni posteriore e vincitore del Leone d'Oro a Venezia) sia il suo capolavoro: il meglio sta qui. Perché in "Sonatine" c'è il silenzio degli altri film ma anche lo spasso più giocoso, la tecnica registica e la tensione, e un'idea di violenza diversa da tutte quelle che io abbia mai conosciuto "cinematograficamente". Infatti, il senso dell'onore della parte iniziale e finale, propri delle organizzazioni malavitose, si trova ad essere devastato nel mezzo da quello che sembra essere un parco giochi filmico: i personaggi, per essere scientificamente precisi... fanno proprio i cretini. Questa sospensione della violenza lo rende un film diverso da qualsiasi copia di "Quei Bravi Ragazzi" o "Il Padrino" riusciate a trovare in giro.
"Moriremo tutti... hihihihihihihi!!!!"
Insomma, un'ora e mezza ben spese (magari se non siete abituati a Kitano, vi consiglio di cominciare da "Brother" o, meglio, "Zatoichi" - anche se, nel caso in cui vi piacesse davvero il cinema, di Kitano dovreste guardare tutti i film), con una parte centrale - vi avverto - che è strana, lenta, ma divertente e visivamente girata coi controcazzi. Giusto per farvi capire che c'è vita dopo Scorsese, affermando questa cosa con la costanza di un tic.
Andrea Macrì
3C - Cinema Concerti Calcio
Uno spazio aperto per parlare di Cinema, Concerti e Calcio.
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mercoledì 13 maggio 2009
La rubrica del cretino - Sonatine
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